A scuola di test. III lezione: come organizzare il piano di studi (parte prima)

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nei precedenti articoli si è parlato dell’importanza di comprendere la struttura della prova d’esame e di iniziare a riflettere sulle strategie da adottare per la preparazione.

In particolare abbiamo detto che

“Effettuare i quiz è molto importante ma la preparazione a una prova a test va organizzata considerando anche altri aspetti: l’organizzazione dei tempi, gli elementi teorici, la comprensione dei modelli di quesito, le tecniche risolutive dei test, la possibilità di effettuare i concorsi anche alle Università private come la Cattolica, i fattori emotivi relativi alla gestione della prova concorsuale”.

In questo articolo ci concentriamo sull’organizzazione dello studio. Ma prima di intraprendere questa fase è importante verificare il proprio livello di preparazione.

L’analisi dei prerequisiti richiede la valutazione delle competenze in ingresso in relazione a quanto richiesto nella prova a test.

Un’analisi del genere può essere fatta dopo aver effettuato simulazioni di test: cliccando qui potrai cimentarti in diverse prove d’esame. Se invece desideri simulare le prove ufficiali 2016 per l’accesso a Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura, prova questo simulatore gratuito.

Dopo aver calcolato la percentuale di risposte esatte puoi passare all’analisi degli errori analizzando:

  1. Il numero di domande risultate errate per distrazione
  2. La quantità di domande sbagliate per “confusione” tra gli argomenti
  3. Il numero di risposte non date perché in quel momento “sfuggiva” la risposta corretta
  4. Il numero di quesiti che potevano essere risolti in maniera corretta applicando qualche tecnica o ragionamento particolare
  5. Il numero di domande catalogate come “ignote”, di cui non si ricordava assolutamente l’argomento o veniva richiesta una particolarità troppo difficile da ricordare

Analizziamo una tipologia di quesito in cui è richiesto di individuare il contrario e analizziamo le tipologie di errore sopra elencate.

Esempio: “Trovare il contrario di sagace”

  1. Intelligente
  2. Stupido* (corretta)
  3. Lento
  4. Calvo
  5. Appropriato

Vediamo le cinque principali tipologie di errori:

  1. Distrazione: si conosce la risposta corretta, ma per una “distrazione” momentanea si indica un’altra alternativa come chiave.
  2. Confusione: nel voler rispondere in modo veloce si associa, ad esempio, la parola “sagace” a “rapido” considerandoli erroneamente sinonimi e scegliendo, di conseguenza, l’alternativa C come contrario. Tale alternativa è errata
  3. “Sfuggiva” la risposta: si conosce la risposta corretta, ma in un istante di “vuoto mentale” non si riesce a comprendere, intuire o ricordare la risposta corretta
  4. Non applicazione delle tecniche di test: non si ricorda il significato corretto ma si può ricavare facilmente la “tendenza” della parola, cioè che si tratta di un aggettivo positivo. Di conseguenza il suo contrario sarà una parola negativa
  5. Quesito Ignoto: non si conosce il sinonimo, quindi si dovrà studiare l’argomento o nel caso specifico apprendere il termine.

Per analizzare il livello di partenza è opportuno svolgere sia il test ufficiale 2015 sia il test 2016 data la grande disparità tra le due prove, sebbene il riferimento principale deve essere il test 2016.

Consulta e scarica qui le prove ufficiali aggiornate al 2016

Si suddividerà il punteggio in relazione alle singole discipline e si valuterà la prova considerando tre fattori:

  • Il punteggio realmente conseguito
  • Il punteggio conseguito considerando “corrette” le domande in cui sono stati effettuati errori per “distrazione”, “confusione” e “sfuggiva”
  • Il punteggio che si sarebbe potuto conseguire conoscendo gli argomenti o sapendo applicare le tecniche. In questo caso ovviamente si ha solo una stima di punteggio. Ad esempio se il concorrente ha sbagliato un quesito sulla mitosi può osservare, sfogliando il libro, che la mitosi è un argomento ampiamente trattato nei testi, quindi a seguito di un percorso di studi ipotizza che conoscerà la risposta esatta a questo quesito. Al contrario, in caso di domande di cui non si riesce a comprendere il testo o per argomenti che si ritenuti complessi si considera il quesito come “non raggiungibile”, cioè si ipotizza che anche dopo aver studiato non si saprà rispondere a questa domanda

Seguendo questa strategia otterrete un punteggio teorico raggiungibile al termine del percorso di preparazione.

Il raggiungimento, a fine preparazione, del punteggio n.3 dipenderà da una serie di fattori:

  • dalla pianificazione e dalla modalità di lavoro
  • dalla corretta applicazione delle tecniche di test
  • dalla gestione dei tempi delle simulazioni
  • dai fattori emotivi connessi al giorno della prova d’esame

Questi argomenti, ampiamente trattati nel libro Superare la prova a test, saranno oggetto di successivi articoli.

Nel prossimo articolo discuteremo su come studiare le varie discipline oggetto della prova d’esame.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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