Specializzazioni in Medicina: pronto il decreto sul concorso nazionale

Medicina e Scuole di specializzazione: il Miur ha pronto il decreto che introdurrà il concorso nazionale per l’accesso alle Scuole. Direte, cosa interessa a noi, che stiamo qui a trepidare in attesa dei risultati del test di ammissione a Medicina? Vi interessa, eccome! Perché per indossare il camice bianco non basterà solo superare un esame e prendere la laurea in Medicina, ma occorrerà proseguire con la carriera, scegliendo tra specializzazioni e medicina di base. Una strada, in Italia, irta di ostacoli, al punto tale che quasi metà dei nostri laureati in Medicina finisce in un “limbo” senza la possibilità di specializzarsi per mancanza di posti nelle Scuole. Morale? Siete proprio sicuri di voler diventare medici?

In Italia, per legge, la Specializzazione è il requisito indispensabile per lavorare nel pubblico impiego, ovvero nel Sistema Sanitario Nazionale. Secondo i dati più recenti, negli ultimi quattro anni la progressiva diminuzione dei fondi ha tagliato 1700 posti nelle Scuole di specializzazione in Medicina, e ora i posti sono 3300 contro i circa 6mila che sarebbero necessari per far fronte alla richiesta dei laureati.

Così, tra sbarramento all’accesso al corso di laurea che ha ridotto il numero di laureati, blocchi del turn over del personale sanitario, piani di rientro con ulteriori tagli, è facile comprendere le stime secondo le quali tra dieci anni mancheranno circa 15mila specialisti e un milione di persone perderà il proprio medico di base.

Dal canto suo, il Miur ha cominciato a correre ai ripari, riformando il concorso di ammissione alle Scuole di specializzazioni che per anni sono state oggetto di contestazione da parte degli studenti per via delle “baronie” locali che le gestivano a proprio piacimento. Dal 2014, dunque, i laureati in Medicina che decideranno di specializzarsi dovranno affrontare l’ennesimo test nazionale.

Il decreto ministeriale che segna il passaggio dalle prove di accesso locali al concorso nazionale, al vaglio ora del Consiglio di Stato, stabilisce che da oggi in poi, per essere ammessi alle Scuole, bisognerà superare un concorso nazionale per esami e titoli. La prova scritta sarà telematica e i candidati dovranno rispondere a 110 quesiti a risposta multipla. E per la gioia dei sindacati degli specializzandi, che hanno fortemente sostenuto la norma, ciascun candidato, al momento della domanda di accesso, potrà scegliere complessivamente fino a quattro Scuole, anche appartenenti ad Aree diverse (Medica, Chirurgica, Servizi Clinici), evitando così di restare “ingabbiati” in un’unica Area.

A luglio uscirà il bando di concorso per l’anno accademico 2013/2014, mentre il test si svolgerà ad ottobre. Dal 2015, invece, il bando sarà pubblicato entro il 28 febbraio di ogni anno e la prova d’esame si svolgerà non prima di sessanta giorni dopo la sua uscita. Cosa che però non piace ai sindacati per paura di possibili sovrapposizioni tra le selezioni per l’accesso alle scuole di specializzazione universitarie e quelle per i corsi regionali di formazione specifica di medicina generale. L’auspicio è che Miur e Ministero della Salute si coordino per evitare tale criticità.

Le domande di partecipazione alla selezione si potranno fare solo per via telematica. Il test si svolgerà interamente su pc, in apposite sedi dotate della necessaria strumentazione e tecnologia. Una procedura, assicura il Miur, che garantisce velocità e massima sicurezza nella fase di svolgimento e correzione.

La prova sarà suddivisa in due parti. La prima, comune a tutte le Scuole, prevede 70 domande su argomenti caratterizzanti il corso di laurea di Medicina. La seconda parte è composta da 40 quesiti che serviranno a valutare i candidati rispetto a scenari predefiniti di dati clinici, diagnostici e analitici: di questi, 30 saranno comuni a tutte le Scuole inserite in una stessa Area e 10 specifici per ciascuna Scuola. I 10 quesiti specifici avranno un peso maggiore in fase di correzione: ogni risposta esatta varrà 2 punti anziché 1 e ogni risposta errata -0,60 anziché -0,30. Ai titoli saranno attribuiti fino a 15 punti di cui: fino a 2 punti per il voto di laurea, fino a 13 per il curriculum degli studi.

Se ti interessa conoscere quali saranno le Specializzazioni più richieste fra qualche anno, clicca qui.

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