Università, ultimi giorni per le iscrizioni dall’estero, poi i visti d’ingresso

Entro il 10 luglio le domande attraverso i consolati italiani per chi vuole venire a studiare in Italia. Online i posti messi a disposizione da ogni ateneo, accademia e conservatorio

Entra nel vivo la corsa, purtroppo mai troppo affollata, per venire a frequentare un’università, un’accademia o un conservatorio in Italia nell’anno accademico 2015-2016.

I ragazzi e le ragazze straniere che vivono già regolarmente in Italia, compresi i figli degli immigrati che magari hanno in tasca un permesso di soggiorno per motivi familiari, possono iscriversi a parità di condizioni con gli italiani. Quelli che però sono ancora nei Paesi d’origine devono imbarcarsi in una procedura che inizia con la preiscrizione dall’estero, passa attraverso una richiesta di visto di ingresso per l’Italia e si conclude solo dopo il superamento di una prova di italiano e di eventuali test di ammissione.

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Scegliere cosa studiare e dove

Le università e le istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) hanno infatti riservato in ognuno dei loro corsi un certo numero di posti agli studenti stranieri che arrivano dall’estero.

Fatta la scelta, bisogna presentare una domanda di preiscrizione per l’anno accademico 2015/2016 presso il consolato italiano nel proprio Paese. Il termine ultimo è il 10 luglio 2015, quindi rimangono solo un paio di settimane.  Il consolato  girerà la domanda all’università ed entro il 24 agosto rilascerà il visto d’ingresso allo studente, in modo che possa entrare in Italia a sostenere gli esami. L’esame di italiano, fissato per il 3 settembre e obbligatorio quasi per tutti, poi ci sono i testi di ammissione per le  facoltà a numero chiuso.

Solo chi supererà gli esami potrà effettivamente iscriversi all’università e vivere in Italia, grazie a un permesso di soggiorno per motivi di studio.

Le università italiane offrono ancora pochi corsi in inglese,  le borse di studio e gli alloggi nelle residenze universitarie sono insufficienti e gli sbocchi lavorativi dopo la laurea sono tutt’altro che entusiasmanti. Un panorama che spiega bene il basso tasso di studenti stranieri nei nostri atenei: appena il 4% del totale, la metà rispetto alla media europea.

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fonte: Stranieriinitalia.it del 29 giugno

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