Serve ancora studiare le lingue nell’era dei traduttori digitali?
Da quando il fenomeno della globalizzazione ha iniziato a diffondersi, le generazioni sono cresciute con la convinzione che le lingue fossero un’arma essenziale nella società contemporanea. Ma è ancora così? Con l’AI e i traduttori sempre più efficienti, è davvero necessario addentrarsi in sintassi e alfabeti diversi dal nostro? Probabilmente sì. La padronanza linguistica, lessicale e sintattica ci permette di comunicare e di comprendere ciò che accade intorno a noi. In questo articolo sfateremo i falsi miti e vedremo le reali possibilità che la facoltà di Lingue e Letterature Straniere fornisce.
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Ha senso studiare lingue? Alcuni falsi miti sul corso di laurea
‘Ormai l’inglese lo sanno tutti, almeno in parte’ ‘I traduttori online sono specializzati’ ‘Non c’è concretezza’
Che sia l’inglese o una qualsiasi altra lingua particolarmente diffusa, quante volte ci siamo trovati in un paese straniero e ci siamo sentiti in difficoltà nell’esprimere un concetto o un pensiero che in italiano sarebbe stato banale e istantaneo?
Anche se ‘in viaggio’ ci si limita a richieste semplici e concise, nel mondo lavorativo la situazione è di gran lunga differente: parlare un livello scolastico o intermedio ti permette di cavartela in situazioni turistiche, ma nelle aziende e nel mondo lavorativo in generale è richiesta una padronanza avanzata della lingua, alle volte specifica del settore in cui andrete a lavorare.
In secondo luogo, gli strumenti di traduzione sono utili ma non sostituiscono un esperto. La varietà lessicale di una lingua è difficilmente riassumibile nei traduttori automatici, questo perché dipende dalle situazioni, dal grado di formalità di una conversazione e, spesso, anche una variazione minima può creare inconvenienti. Sicuramente conoscere e studiare un idioma non ti rende madrelingua ma attraverso la pratica in loco e/o uno studio approfondito è possibile imparare diventarlo. Un esperto di lingue non trasforma le parole ma interpreta il significato, adatta i testi e garantisce accuratezza. In ambiti come marketing, letteratura, diritto, mediazione linguistica (ad esempio, in contesti diplomatici) l’intervento umano è insostituibile.
In ultima istanza, c’è da ribadire che l’inutilità di una facoltà non esiste: ogni particella della società e, dunque, ogni professione è funzionale al miglioramento dei singoli e della collettività. Chi si laurea in lingue può diventare insegnante, traduttore, lavorare nel commercio internazionale, nel turismo, nelle relazioni diplomatiche, nel giornalismo, nel marketing globale … quindi, in qualsiasi settore che permetta l’applicazione delle lingue straniere e della propria.
Quali sono i lavori futuri?
La laurea in Lingue e Letterature straniere apre molte porte specialmente se combinata ad una magistrale in digital marketing, comunicazione o business internazionale.
I principali ambiti professionali sono;
1. Traduzione e interpretariato: lavorare come traduttore editoriale, giuridico o tecnico oppure come interprete in eventi e conferenze
2. Turismo: in hotel, agenzie di viaggio, tour operator
3. Relazioni internazionali e commercio estero: impiego in aziende che operano all’estero o enti diplomatici
4. Marketing globale: creazione di contenuti per brand internazionali, digital comunication multilingue
5. Insegnamento: diventare docente nelle scuole, formatore linguistico in aziende o insegnante di italiano per stranieri
6. Editoria e giornalismo: lavorare nella redazione di contenuti multilingue o nella localizzazione di testi per un pubblico internazionale.
Quali sono gli In?
La facoltà di Lingue e Letterature Straniere presenta molti punti di forza relativi all’apertura internazionale, alla flessibilità lavorativa e alla conoscenza culturale. Infatti, studiare molte lingue offre l’opportunità di fare carriera all’estero o comunque di poter viaggiare molto per lavoro e conoscere culture nuove e differenti dalla nostra. Le lingue sono il baluardo della cultura e racchiudono la storia dei popoli: questa facoltà, infatti, permette di approfondire la letterature e le dinamiche sociali di altri paesi. Altro punto di forza è la possibilità di lavorare come freelance e di essere dinamici toccando costantemente ambiti diversi.
E gli Out?
Come in molte facoltà è necessario specializzarsi e, in particolar modo all’inizio, bisogna faticare molto prima di avere uno stipendio elevato: quello delle lingue, è un settore che prevede un’ampia varietà di professioni e alcune potrebbero essere poco remunerative. Inoltre, le aziende cercano professionisti specializzati in lingue ma con capacità di comunicazione, analisi, marketing. È per questo motivo necessario procedere con magistrali e/o master per trovare lavoro con più facilità.
Vale la pena studiare lingue straniere?
Se hai una passione per le lingue e una propensione ad apprenderle con dimestichezza, questa facoltà ti permetterà di imparare idiomi distanti dal nostro. Aldilà delle lingue insegnate al liceo, l’università ti garantirà la possibilità di apprendere e praticare lingue utili e funzionali alla società di oggi nella quale il bilinguismo o il multilinguismo sono tra le competenze più richieste.
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