L’accesso a Medicina nei paesi Europei

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All’indomani del test di Ammissione a Medicina, torna in auge il tema molto discusso l’anno scorso in merito all’abolizione dei test e all’inserimento di uno pseudo modello alla Francese anche in Italia.

Ad angosciarsi in merito, oltre agli operatori del settore, sono gli studenti dell’ultimo anno dei licei per l’anno scolastico 2015/2016, che si domandano se sia il caso o meno di cominciare a prepararsi e studiare per i test di ammissione.

Come funziona l’ammissione a Medicina nel resto d’Europa

Negli altri paesi europei a cambiare le regole esistenti, tutte articolate in un sistema selettivo piuttosto rigoroso, non ci si pensa proprio.

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In Francia e Belgio selezione solo rinviata
Uno degli Stati dell’Unine Europea in cui la selezione è particolarmente difficile è la Francia, che per l’appunto l’anno scorso era il modello di riferimento a cui si era ispirata anche la Giannini. In Francia il primo step consiste nel presentare la propria candidatura, indicando in ordine di preferenza le tipologie di studi universitari richiesti. In caso di  disponibilità dei posti e di posizionamento utile nelle procedure selettive universitarie, si viene ammessi ai Paces (Premières Années Commune Aux Etudes de Santé), ovvero il primo anno di studi comune a 4 ambiti medici: Medicina, Farmacia, Odontoiatria e Ostetricia. Soltanto chi supera gli esami del 1° semestre (Chimica, Biologia, Istologia) è ammesso al 2° anno, mentre gli altri sono indirizzati verso altri percorsi. La selezione più dura avviene proprio per l’iscrizione al 2° anno, la cui quota di ammissibili è annualmente fissata per decreto (un po’ come accade in Italia al primo anno).
Anche in Belgio l’accesso avviene senza particolari restrizioni, ma la selezione è rinviata all’anno successivo e si basa solo sui risultati conseguiti nel primo anno di studi.

Leggi lo speciale: Medicina, come si accede nel resto d’Europa

L’ammissione a medicina in Germania, Spagna e Regno Unito
Molto complesso anche l’accesso in Spagna, dove la legge prevede che nelle università nazionali ci sia una prova preliminare volta a valutare la qualità e il livello di preparazione dello studente. La prova, che si chiama Pau (Prueba de Acceso a la Universidad), punta a valutare la maturità accademica, ed è divisa in due parti: una parte più generale dedicata ai candidati di tutti gli atenei, e un’altra sulle materie caratterizzanti medicina. Alla fine la somma tra i voti del diploma, i voti dell’esame e della prova specifica vale per l’accesso a numero programmato.
Selezioni non semplici anche nel Regno Unito dove gli atenei che erogano il corso di laurea in medicina fissano annualmente i propri criteri di selezione. Una volta diplomati, gli studenti attraverso l’Ucas (Universities and Colleges Admission Service), devono presentare la domanda di ammissione fino a quattro scuole mediche. Da quel momento parte una serie di differenti test a seconda dell’ateneo scelto. Solo i candidati che li avranno superati saranno invitati alla prova finale, la cosiddetta Interview condotta da una commissione esaminatrice specializzata per accertare, oltre al possesso delle conoscenze teoriche (soprattutto chimica, fisica, biologia), le valutazioni e le motivazioni personali che indirizzano i candidati alla professione medica.
Infine in Germania l’accesso degli studenti è gestita da un organismo federale, l’Ufficio centrale per l’attribuzione dei posti nell’ambito dell’istruzione superiore. I posti (2%) sono riservati agli studenti diversamente abili o con difficoltà socio-economiche, ai migliori (20%) che alla conclusione degli studi secondari hanno riportato voti alti, nonchè agli idonei (20%) degli anni precedenti in lista di attesa. Il test di ammissione, un tempo abolito, è stato reintrodotto ma non in maniera obbligatoria ed è utile per migliorare il punteggio complessivo e la possibilità di essere selezionati nel corso dell’intervista conclusiva.

Scritto da Rossella

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