Nel concorso per l’anno accademico 2014/2015 per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e in Odontoiatria i partecipanti sono stati 63.043 (69.038 nel 2013) per 10.130 posti banditi per gli atenei statali (di cui 9241 a Medicina e 889 a Odontoiatria). Tuttavia 41 prove sono state annullate.

Per ogni posto messo a concorso si sono dati battaglia 6,22 studenti (il parametro considerato è il numero dei partecipanti).

I candidati hanno dovuto raggiungere un minimo di 20 punti per poter essere inseriti in graduatoria. Il 41,5% dei partecipanti (pari a 26.163 studenti su 63.043) non ha toccato la soglia minima di ammissione.

Quest’anno il punteggio minimo per entrare in graduatoria è stato di 33,90. Un calo vertiginoso dei punteggi rispetto alla scorsa competizione, dove per entrare a Medicina in prima battuta bisognava centrare uno score di 41,70. Il punteggio minimo inoltre è passibile di ulteriore abbassamento in merito agli scorrimenti (in numero infinito, a contrario degli scorsi anni in cui erano previsti massimo 3 scorrimenti) sino alla completa copertura dei posti banditi.

Sulla base di questo dato, effettuando alcuni semplici calcoli, è possibile valutare le diverse combinazioni tra il numero di risposte esatte, sbagliate e non date che sarebbero state sufficienti per entrare in graduatoria. Per esempio, rispondendo correttamente alle sole domande di logica e cultura generale (in totale 27) e lasciando in bianco il resto dei quesiti, lo studente sarebbe entrato in graduatoria poiché avrebbe ottenuto un punteggio pari a 40,5, superiore quindi a quello minimo di ammissione ed anche ottimale per una posizione in graduatoria piuttosto alta. Anche nel caso in cui il candidato avesse dato 31 risposte esatte e 29 sbagliate oppure 23 esatte e 37 lasciate in bianco, sarebbe riuscito a entrare in graduatoria totalizzando rispettivamente uno score di 34,5.

Ecco perché vi consigliamo di approfondire lo studio della logica sui Manuali Cambridge pubblicati da EdiSES.

Veniamo alle statistiche, con la precisazione che questi dati si riferiscono ai risultati della prima graduatoria pubblicata, senza tenere conto delle successive statistiche.

Visualizza la tabella 1.

In base a questa tabella, 2.026 candidati su 10.130, pari al 20%, dovrebbero frequentare Medicina in un ateneo diverso dalla prima scelta.
La graduatoria nazionale vede l’ateneo di Milano Bicocca al primo posto con  338  idonei, e al secondo posto la Statale di Milano con il maggior numero di idonei (830 su 430 posti ministeriali), ossia ben 400 candidati in più che frequenteranno altri atenei. La prima università del centro-sud è Bari, su cui però si sono aperte le vicende giudiziarie hanno aperto bufere e porte oltre i numeri assegnati dal Ministero. Infine, l’Università di Catanzaro realizza il risultato più basso, confermando 71 studenti su 255 e accoglierà 187 studenti che hanno sostenuto la prova in altri atenei. Alla Seconda Università di Napoli ci sarà il numero assoluto più alto di studenti accolti: 242 contro i 222 locali.

Punteggi di ammissione per sede
La Tabella 1 tiene conto dei risultati ottenuti dagli studenti che si sono presentati nelle 37 università statali e ne valuta le prestazioni. Tuttavia, è bene tener presente che la graduatoria unica rende ipotetici alcuni di questi indicatori relativi agli studenti ammessi. Il punteggio massimo raggiungibile da ogni studente è 90.

Dalla tabella si evince che a Torino è stato ottenuto il punteggio massimo assoluto di 80,5. Nel 2013 era stato conseguito a Padova (80,90), nel 2012 era stato conseguito a Pisa (73/80), nel 2011 a Padova (75,75), nel 2010 all’Università di Milano Bicocca con 74,25, nel 2009 a Firenze con il punteggio di  73,75.

Le ultime curiosità ci dicono che tra i i primi 10 in graduatoria c’è stata un’equa divisione tra Nord e Sud d’Italia (2 a Foggia, 2 a Bari, 1 a Palermo, 2 a Milano, 1 a Torino, 1 a Bologna e 1 a Padova). , mentre gli atenei con il maggior numero di partecipanti tra i primi 100 in graduatoria sono nell’ordine Padova, Bologna, Milano Statale, Pavia e Roma Sapienza; a scendere tutti gli altri.

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