Scienze della Formazione: falsi miti, prospettive future e In&out del corso di laurea

Serve Scienze della Formazione

La laurea in Scienze della formazione è, come molte altre, spesso soggetta a giudizi negativi e falsi miti: spesso si sente dire che sia una laurea con poche possibilità future o che serva per un settore molto ristretto quale quello dedicato unicamente ai bambini.

In realtà questa facoltà forma professionisti per la crescita e l’educazione delle persone. Qui di seguito analizzeremo i pro e i contro e le prospettive future di questo percorso di studi.

Serve Scienze della Formazione?

“Si lavora solo con i bambini“, “Non offre sbocchi lavorativi”.

Sicuramente ci sono percorsi focalizzati sulla prima infanzia, ma non si limita solo a quello: si studiano processi educativi di tutte le età con specializzazioni in ambiti come l’educazione sociale, la pedagogia e la formazione aziendale.

Gli studenti che si iscrivono a questo corso di laurea si approcciano a materie come pedagogia, psicologia, sociologia, neuroscienze, tra le diverse che coprono i tre anni di studi.

In più, nella società di oggi, la richiesta di educatori cresce sempre di più e, con la giusta specializzazione, si può lavorare in contesti diversi.

Prospettive future: dove si può davvero lavorare?

Uno dei punti di forza della laurea in scienze della formazione ed educazione è la versatilità. Le opportunità lavorative spaziano in settori diversi:

  1. Infantile: è possibile lavorare in asili nido, centri per l’infanzia o come supporto educativo scolastico
  2. Sociale: si può operare nelle comunità, nei centri per minori, nelle carceri
  3. Aziendale: è possibile gestire corsi di formazione nelle azienda
  4. Pedagogico: si può lavorare come supporto alla didattica e consulenza in ambito scolastico/familiare
  5. Tutoraggio per l’apprendimento: ci si può specializzare nel supporto a studenti con difficoltà o disturbi nell’apprendimento

In&out del corso di laurea

La facoltà presenta punti di forza e punti critici.

Quali sono gli ‘in’?

È una facoltà versatile che ricopre un ruolo importante nel sociale, cosa che al giorno d’oggi sembra passare in secondo piano. Dopo la triennale, è possibile accedere a magistrali differenti specializzandosi nei settori sopracitati.

E quali sono, invece, gli ‘out’?

In Italia, purtroppo, questa laurea è molto sottovalutata quindi gli stipendi iniziali potrebbero non essere molto alti specialmente se si possiede solo la laurea triennale: questa da sola può limitare gli sbocchi lavorativi (ma è una condizione che vale per molte facoltà infatti l’ideale sarebbe sempre specializzarsi con una magistrale o con un master). Infine, molti corsi richiedono tirocini obbligatori che occupano tanto tempo e ne sottraggono altrettanto allo studio.

Ne vale la pena?

Se il mondo dell’educazione ti interessa e vuoi lavorare a contatto con le persone e soprattutto in un settore in cui il fattore umano è centrale, Scienze della formazione è sicuramente la facoltà adatta!

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