Corso di laurea in Scienze Economiche (Classe L-33)
Il corso di laurea
Il corso in Scienze Economiche (Classe L-33) dura tre anni e mira a formare laureati con un’adeguata conoscenza delle discipline economiche, degli strumenti matematico-statistici e dei principi e istituti dell’ordinamento giuridico. Inoltre, i laureati devono possedere competenze pratiche e operative, relative alla misura, al rilevamento e al trattamento dei dati pertinenti l’analisi economica nei suoi vari aspetti applicativi.
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Il piano di studi
AttivitĂ di base |
|---|
| ambito disciplinare | settore | CFU | |
|---|---|---|---|
| Economico | SECS-P/01 Economia politica | 12 | |
| Aziendale | SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari SECS-P/07 Economia aziendale |
24 | |
| Statistico-matematico | SECS-S/06 Metodi matematici dell’economia e delle scienze attuariali e finanziarie | 12 | |
| Giuridico | IUS/01 Diritto privato | 9 | |
| Totale AttivitĂ di Base: | 57 | ||
AttivitĂ caratterizzanti |
|---|
| ambito disciplinare | settore | CFU | |
|---|---|---|---|
| Economico | SECS-P/02 Politica economica SECS-P/01 Economia politica |
36 | |
| Aziendale | SECS-P/07 Economia aziendale | 9 | |
| Statistico-matematico | SECS-S/06 Metodi matematici dell’economia e delle scienze attuariali e finanziarie SECS-S/01 Statistica |
18 | |
| Giuridico | IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico | 9 | |
| Totale AttivitĂ Caratterizzanti | 72 | ||
AttivitĂ affini |
|---|
| ambito disciplinare | settore | CFU | |
|---|---|---|---|
| AttivitĂ formative affini o integrative | SECS-P/05 Econometria SECS-P/01 Economia politica M-GGR/02 Geografia economico-politica |
21 | |
| Totale AttivitĂ Affini | 21 | ||
Altre attivitĂ |
|---|
| CFU | |
|---|---|
| A scelta dello studente | 15 |
| Per la prova finale | 3 |
| Per la conoscenza di almeno una lingua straniera | 6 |
| Ulteriori conoscenze linguistiche | 3 |
| AbilitĂ informatiche e telematiche | 3 |
| Totale Altre AttivitĂ | 30 |
| TOTALE CREDITI | 180 |
Accesso
I corsi di laurea in Scienze Economiche non rientrano nella normativa nazionale sull’accesso programmato; tuttavia, nel rispetto del principio dei requisiti minimi, ciascuna Università deve dichiarare la propria offerta “sostenibile” in base ai criteri di adeguatezza delle strutture e del corpo docente. Ciò significa che ciascuna Università può limitare le immatricolazioni istituendo il numero programmato e prevedendo una prova di ammissione selettiva. Il D.M. 509/1999 ha stabilito che i regolamenti didattici dei singoli atenei “richiedono il possesso o l’acquisizione di un’adeguata preparazione iniziale”, definendo le conoscenze richieste per l’accesso e le modalità di verifica. Ciò ha aperto la strada alle prove di orientamento che hanno l’obiettivo di valutare la preparazione iniziale degli studenti. Questo tipo di prova non è in genere vincolante, ha il solo scopo di indirizzare gli studenti. Viene generalmente indicato un punteggio minimo che corrisponde alla sufficienza; a chi ottiene un punteggio inferiore a tale soglia non è preclusa l’iscrizione, vengono tuttavia indicati specifici obblighi formativi da soddisfare nel primo anno di corso.
Sbocchi occupazionali
Il laureato in Scienze economiche potrà ambire a ruoli nella sfera della produzione e dei servizi in cui sia richiesta capacità di analisi e di interpretazione dei fenomeni economici, nei settori del pubblico e del privato e dell’economia sociale, sia sul mercato interno che internazionale; altresì potrà accedere a qualifiche nell’ambito di organismi territoriali, di enti di ricerca nazionali e internazionali, nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese e negli organismi sindacali e professionali.
Tra i profili professionali, oltre al Dottore Commercialista e all’Esperto Contabile, previo superamento dell’esame di Stato e previo tirocinio professionale, si segnalano l’Addetto agli acquisti e il Responsabile controllo di gestione.
Il mercato del lavoro
Dalla XXI rilevazione AlmaLaurea risulta che ad un anno dal titolo:
- il 16,7% lavora e non è iscritto alla magistrale
- l’11% lavora ed è iscritto a una laurea di secondo livello
- il 60,8% non lavora ed è iscritto a una laurea di secondo livello
- il 5,2 non lavora, non è iscritto a una laurea di secondo livello e non cerca
- il 6,3% non lavora, non è iscritto a una laurea di secondo livello ma cerca lavoro
Emerge, dunque, che la maggior parte dei laureati preferisce continuare gli studi iscrivendosi alla magistrale per migliorare la propria preparazione e puntare a una realizzazione professionale anche sul piano economico, soprattutto se si pensa che il guadagno medio di chi lavora a un anno dalla laurea è di 992 euro mensili.

