Guida alle professioni sportive: quale fa a caso tuo

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Praticare sport non può essere inteso solo come un hobby, spesso può diventare una vera e propria professione.
Ti sei mai chiesto come poter procedere, se ti interessasse seguire questa strada?

Il campo delle attività sportive nel nostro paese è contraddistinto da molte differenze di genere. Questa differenza è visibile sia in termini di accesso alla pratica sportiva, come rilevanza economica, sociale e mediatica, che in genere rappresenta maggiormente uomini dediti allo sport, sia la tutela dei diritti e la rappresentazione femminile negli organi istituzionali.

Oggi, sono tante le discussioni sul tema che mirano al riconoscimento paritetico di diritti e opportunità a prescindere dalle differenze di genere, stimolando al riconoscimento professionale di alcune attività sportive, che prima erano tralasciate.

In questa guida, ti elencherò le maggiori professioni sportive ed il percorso da intraprendere per portarle al termine. Ricorda, alla base di tutto, c’è sempre un periodo di formazione che dovrai seguire attentamente, prima di iniziare un qualsiasi attività sportiva.

Il percorso formativo per le professioni sportive

Lo sport è vissuto in Italia e in Europa come “fenomeno in via d’espansione”, che richiede, sempre di più, degli operatori specializzati nel settore. La formazione dei tecnici dello sport diventa quindi una tappa obbligatoria.

Tra le varie organizzazioni sportive, il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) ha riconosciuto una scuola per la specializzazione di tecnici sportivi, chiamata proprio Scuola dello Sport con un pacchetto formativo diverso a seconda della professione scelta.

All’interno di essa, distinguiamo le Scuole Regionali dello Sport che sono strutture dei Comitati Regionali del CONI deputate, sul proprio territorio, all’attività di formazione, documentazione, ricerca e diffusione culturale in ambito sportivo.

Hanno come riferimento la Scuola dello Sport per le linee scientifiche, didattiche e metodologiche, i contenuti ed i programmi delle attività

Se intendi iniziare la tua formazione in una struttura universitaria, in Italia esistono diversi atenei che propongono offerte formative in svariati campi dello sport.

Tra i corsi più seguiti, potrai scegliere tra:

Scienze motorie e sportive della salute, dell’Università degli Studi di Urbino
Attività professionali nel campo delle scienze motorie e sportive, dell’Università degli Studi di Genova.
Scienze delle attività motorie e sportive, dell’Università degli Studi di Torino
Scienze motorie, sport e salute, dell’Università degli Studi di Milano
Scienza dello sport, dell’Università degli Studi di Udine
Scienze delle attività motorie e sportive, dell’Università di Foggia
Scienze motorie, umane e della salute, dell’Università degli Studi di Roma Foro Italico

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Le figure mediche nello sport

In questa sezione ti parlerò di tutte le figure mediche che ruotano intorno allo sport: dal medico sportivo fino al terapista della psicomotricità.

Il medico sportivo ha un ruolo fondamentale nel nostro paese, in virtù di applicazioni di normative per le visite sportive e idoneità all’attività agonistica, ma anche perché è una figura sempre più richiesta per via della diffusione dello sport come pratica quotidiana allargata ad ogni strato sociale.

Si tratta di un vero e proprio esperto di biologia, educazione alimentare e psicologia. Ossia un vero e proprio medico che può fungere anche da ufficiale di gara, durante le competizioni e conoscere le basi del primo soccorso. Ovviamente, per iniziare questa carriera, occorre una Laurea in Medicina.

Poi, abbiamo il fisioterapista sportivo, che lavora sia nello staff sanitario per la preparazione atletica, sia per recuperare l’uso degli arti dopo uno sforzo o un infortunio. Deve essere competente in diverse materie, dalla biochimica alla biomeccanica, dalla neurofisiologia alla fisiologia dell’esercizio fisico.

Potrà essere presente anche “in campo” durante una partita o comunque in ambulatorio. Anche in questo caso è necessaria una Laurea in Fisioterapia o in Scienze della Riabilitazione, che fa parte delle professioni sanitarie.

Infine, abbiamo lo psicologo dello sport che ha il compito di fornire consulenza ai singoli atleti, a società e federazioni sportive, per individuare le abilità mentali degli atleti, diagnosticare malattie, come disturbi alimentari, o psico-patologie, come la “sindrome del campione” o informare ed intervenire sull’abuso di sostanze dopanti o stupefacenti.

Infine potrà intervenire sull’infortunio sportivo e sul processo riabilitativo, sviluppare diverse capacità d squadra negli atleti e aiutare loro a gestire l’ansia prima di una partita.

Per seguire questo percorso, dovrai prima di tutto iscriverti ad un corso di laurea in Scienze Psicologiche e seguire un percorso formativo in Psicologia dello Sport. Oppure puoi iniziare con Scienze Motorie, e poi orientarti successivamente in ambito psicologico per la specialistica.

Il terapista della psicomotricità ha il compito di aiutare la persona, nelle diverse fasi della vita, ad utilizzare le risorse per sviluppare al meglio la sua identità intellettuale, affettiva e motoria, attraverso il gioco o attività simili.

Si tratta di una professione utile a tutti coloro che sono nati con un disagio psicomotorio di media gravità, ma intendono integrare nella propria vita, un’attività sportiva monitorata.

Il suo intervento è atto a gestire sindromi psicomotorie e neuromotorie, disturbi del comportamento e della comunicazione, difficoltà di apprendimento, soggetti in età adulta che presentino problemi connessi con l’alterazione delle funzioni psicomotorie legate al vissuto di malattia e al processo d’invecchiamento; lo psicomotricista svolge la sua attività nell’ambito di strutture pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero professionale.

Anche in questo caso occorre la Laurea in Psicomotricità dell’età evolutiva, della categoria delle professioni sanitarie.

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Le figure manageriali dello sport

Tra le figure che hanno un ruolo dirigenziale dediti all’organizzazione, troviamo il manager, il procuratore e l’organizzatore sportivo.

Definire il manager sportivo richiede una vera e propria definizione, quella che ho trovato pertinente è di Michela Trigari, su repubblica.it

Il manager sportivo, deve avere (…) una formazione di base che sappia come funzionano gli assetti istituzionali delle società e che integri le conoscenze giuridico-economiche con quelle tecniche, psico-pedagogiche, sociologiche, di gestione delle attività motorie e degli impianti sportivi, di organizzazione degli eventi, di marketing e comunicazione

[…] Servono anche tanta passione e una forte motivazione; spesso, infatti, le manifestazioni sportive si svolgono nel weekend, il che vuol dire dover lavorare anche il sabato e la domenica”.

La carriera si espande in modo verticale e permette di raggiungere dei livelli molto alti all’interno dello stesso settore. Il manager sportivo infatti deve avere molte capacità, tra ci gestire le organizzazioni sportive, con attenzione agli aspetti giuridici, di marketing e finanza.

Inoltre è capace di coordinare attività all’interno di diverse organizzazioni sportive, come associazioni, enti, club e centri. Da queste diverse responsabilità s’evince il suo carattere incline a poter operare in diversi settori di competenza. Per intraprendere questa carriera, è utile una laurea in Scienze Motorie.

Il procuratore sportivo è colui che presenta un calciatore ad una società in vista di un nuovo impiego o presenta due società, in caso di trasferimento. In base alle proposte del procuratore, l’agente che rappresenta un calciatore, può accettare o meno i vari accordi.

Ha diverse conoscenze in ambito giuridico rispetto alle regole del calcio, di diritto civile e legge contrattuale. Il procuratore sportivo ideale ha anche forti abilità relazionali e spirito di osservazione.

L’abilitazione all’esercizio della professione avviene tramite un esame regolamentato dall’associazione di categoria Assoagenti, che indice due sessioni annuali.

Inoltre, abbiamo l’organizzatore sportivo, dedito alla realizzazione di un evento, partecipando alla sua progettazione, alla promozione, alla raccolta dei finanziamenti.

Si occupa dei rapporti con gli enti competenti, assicurando all’intero evento il raccordo con la stampa e il mondo dell’informazione. Ha competenze organizzative e gestione delle relazioni pubbliche.

Il suo ruolo è legato sia ad avere rapporti con associazioni che promuovono eventi sportivi, sia ad essere informato dai organi competenti di aspetti puramente tecnici agonistici. Per poter intraprendere questa carriera è necessario un Diploma di Laurea in Scienze Motorie.

Le figure tecniche del mondo dello sport

Tra le figure tecniche che ruotano intorno al mondo dello sport, troviamo le attività professionali più riconosciute, come l’allenatore, l’arbitro, il preparatore atletico e l’atleta professionista.

L’allenatore

L’allenatore è un tecnico responsabile per efficienza agonistica di atleti singoli o squadre. Ha il ruolo di coordinare lo staff tecnico, con i preparatori atletici fino a coinvolgere i medici e i fisioterapisti. Favorisce la prestazione dei giocatori e cerca di curare la formazione che deve partecipare al gioco per una tattica di gioco. Si occupa anche di aspetti relazionali e psicologici, in quanto trascorre molto tempo con i giocatori e fa in modo che la squadra risulti sempre coesa. Deve conoscere la fisiologia dello sport e aver acquisito capacità d gestione dei team dal punto di vista psicologico e motivazionale. Si accede a questa carriera con il possesso di un patentino che attesta tali conoscenze, rilasciato dopo un esame, per chi ha frequentato i corsi organizzati dal CONI.

L’arbitro ufficiale di gara

L’arbitro ufficiale di gara ha il compito di supervisionare le attività competitive, di partecipare alla gara, osservandone lo svolgimento, intervenire nel caso di infrazione di regole del gioco valutandone la gravità, assegnando delle penalità. Inoltre, deve controllare la durata della gara e decidere per eventuali recuperi o interruzioni. Per svolgere tale professione sono necessari un diploma di scuola media, la frequenza di un corso di formazione specifico, conoscenza approfondita delle regole del gioco acquisita spesso tramite una precedente esperienza come giocatore.

Il preparatore atletico

Il preparatore atletico è un tecnico con la responsabilità del livello di efficienza fisica dei singoli atleti. Il suo compito è quello di decidere un programma di allenamenti e durante le gare, assiste per sviluppare diverse strategie di recupero e di intervento da poter eseguire anche nelle prossime competizioni.

Il suo scopo è di collaborare insieme ai fisioterapisti, medici sportivi, e allenatori per poter potenziare le rese di un atleta. Ha conoscenze in ambito biologico, per quanto riguarda la fisiologia del movimento.

Deve conoscere approfonditamente le caratteristiche tecniche delle attrezzature sportive impiegate negli allenamenti e nella pratica sportiva. La formazione è prevalentemente all’interno delle singole discipline praticate tramite le federazioni di riferimento. E’ consigliabile il diploma di laurea in scienze motorie

L’atleta di professione

Infine, abbiamo l’atleta di professione, che è lo sportivo le cui capacità sono così alte da poter pervenire ad una condizione professionale.

Il suo scopo è quello di allenarsi, decidere insieme al suo allenatore le modalità dell’allenamento, il regime alimentare, quanto e come allenarsi, studiare inoltre tutte le tecniche competitive delle gare a cui dovrà partecipare. Il suo “habitat” è prevalentemente l’esterno, in centri sportivi, stadi e piste di atletica o in palazzetti dello sport (in modo individuale o di squadra). Per svolgere questa professione, bisogna avere un’ottima salute, motivazione, determinazione, spirito competitivo e per perfezionarsi è anche utile seguire un corso in scienze motorie.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]