Altri cambiamenti per la prova d’ammissione ai corsi a numero chiuso – Si attende il bando per la conferma delle novità

Test con 60 domande invece di 80 e bonus di 10 punti per gli studenti più meritevoli: queste le altre novità che il Miur potrebbe avere in serbo per gli oltre 200mila neo-diplomati che ogni anno partecipano alle selezioni per i corsi a numero programmato. Il condizionale è d’obbligo poiché, al momento, l’unica certezza è sulle date degli esami d’ammissione, anticipate a luglio: Medicina e Odontoiatria il 23, Veterinaria il 24, Architettura il 25; regolarmente a settembre, invece, le Professioni sanitarie, fissate al giorno 4. Date a parte, ufficializzate dal ministro Profumo qualche giorno fa, per la conferma del resto delle notizie c’è poco da fare: bisogna necessariamente aspettare la pubblicazione del bando. Nel frattempo, gli studenti protestano.

Insomma, a conti fatti pare proprio che quest’anno il Miur sia riuscito a stravolgere – se non nella sostanza, almeno nella forma – il concorso per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, a cominciare dalla data dei test, anticipata quest’anno a luglio, addirittura ad aprile fra due anni accademici. Le novità, però, non finiscono qui. Si vocifera, infatti, una modifica del quiz: 90 minuti per rispondere a 60 domande contro i 120 minuti per la risoluzione di 80 quesiti, come di prassi negli anni passati. Invariati, invece, gli argomenti di esame (logica e cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica), sebbene resti un’incognita la modalità con cui verranno distribuiti all’interno del test (per intenderci, quante domande di logica, quante di biologia, ecc.).

Punto interrogativo anche  per l’attuazione del decreto Fioroni-Mussi che, per ricompensare gli studenti più meritevoli, prevede l’attribuzione di un bonus di 10 punti (su 100) sul punteggio dei test d’ingresso. Una manovra, questa, che non piace affatto agli studenti, perché sembra mirata ad incentivare la competizione a danno della valutazione della qualità della scuola di provenienza, dello status sociale del singolo studente e dei criteri posti alla base del voto finale. E dopo l’istituzione delle sedi universitarie aggregate, chissà che il ministro Profumo non riservi – sempre per il prossimo anno accademico – un colpo di teatro, adottando la graduatoria unica nazionale.

Così, nell’attesa che esca il bando con tutte le informazioni certe su contenuti e modalità della prova d’ammissione, gli studenti si scagliano contro la decisione del Miur di anticipare a luglio le date del test, contestando aspramente gli obiettivi ministeriali che hanno portato al cambiamento (consentire un avvio più regolare dell’anno accademico e adattare gli atenei italiani agli standard europei in materia di ammissioni universitarie). Secondo le associazioni studentesche come l’Unione degli Universitari e la Rete, sono troppo vicine all’esame di maturità, che potrebbe protrarsi anche fino a metà luglio, concedendo appena una settimana di tempo per la preparazione del test d’ammissione. Di qui l’annuncio di una mobilitazione via web: «Il calendario pubblicato dal ministero è scandaloso – protestano le due associazioni. – Questa non è altro che l’ennesima dimostrazione della volontà di rendere l’accesso all’università un percorso ad ostacoli».