Studente fuori sede: come scegliere la casa?

 

Studente fuori sede come scegliere la casa

Per tuo figlio è arrivato il momento di iscriversi all’università e per te quello di scegliere con lui la sua nuova casa? Quella dello studente fuori sede può non essere una vita facile, fatta di lezioni da seguire, di esami da preparare e di tutte le incombenze quotidiane che deve affrontare chi vive da solo, lontano dalla propria famiglia.

Ecco perché vale la pena muoversi in maniera oculata per trovare un alloggio comodo, funzionale e non troppo dispendioso. Perché l’iter universitario ha dei tempi piuttosto lunghi che si traducono in costi da sostenere, quindi va scelto in base alle necessità di tuo figlio, ma anche alle possibilità delle tue tasche.

Qual è la soluzione abitativa più adatta? Vediamole insieme, cercando di conciliare le aspettative di una giovane matricola con quelle di un genitore alle prese con il suo primo trasloco.

Appartamento condiviso o monolocale?

Le città universitarie italiane offrono molti alloggi per studenti e c’è un’ampia possibilità di trovare la soluzione più funzionale, sia in termini di comodità e vivibilità, sia in termini di costi mensili. Tolti i convitti e le residenze gestite da religiosi – che hanno regole di convivenza e di orari da rispettare – la scelta cade prevalentemente sugli alloggi offerti in locazione dai privati.

Si tratta di appartamenti da condividere con altri studenti e di monolocali, e si preferiscono gli uni o gli altri in base alle proprie possibilità economiche e a quanto si è disposti a vivere con persone sconosciute.

Il monolocale, a parità di zona e dello stato dell’abitazione, è sicuramente più costoso di una stanza singola. Tieni quindi presente che affittarne uno per tuo figlio avrà spese piuttosto alte da sostenere, sia per il canone d’affitto che per i consumi, totalmente a carico tuo.

A Milano, in zona Città Studi, un monolocale di circa 30 mq si aggira intorno ai 700 euro mensili e a Roma, in zone centrali, la situazione non cambia di molto. A Napoli, invece, in zona centro storico un monolocale di circa 30 mq ti costa intorno ai 500 euro al mese e a Palermo lo puoi trovare anche a un costo di 380 euro. Sempre spese escluse.

I vantaggi, invece, sono tanti: non c’è il rischio di trovarsi in casa coinquilini chiassosi o poco puliti, non ci sono file da fare o corse per accaparrarsi il bagno, l’uso della cucina è esclusivo, quindi si evita di aspettare il proprio turno per mangiare, e si gode di una totale libertà negli orari e nelle abitudini di studio.

L’appartamento condiviso ha dei costi che possono oscillare molto in base a cosa si sceglie: stanza singola, doppia o tripla. La più cara è ovviamente la camera singola e se tuo figlio non ha un amico con cui condividerla resta quella più indicata. Le altre soluzioni sono più economiche, ma vanno considerate solo se ci si adatta alla presenza di un’altra persona e se si studia fuori casa.

Diversamente, la convivenza in stanza può non essere semplice e incide anche sul rendimento universitario di tuo figlio. Il sito di annunci online www.immobiliare.it ha da poco pubblicato uno studio sui costi delle stanze per fuorisede, prendendone in considerazione varie tipologie nelle più importanti città universitarie italiane. Ti consiglio di dare un’occhiata per sapere quanto ti costa una camera per studenti in appartamento condiviso.

È ovvio che una soluzione del genere può essere vantaggiosa per le tue tasche, ma può anche diventare una grande occasione di crescita per tuo figlio. Infatti, pur con tutti i rischi della convivenza, abitare con altri studenti lo arricchisce.

Gli insegna a smussare il carattere, ad apprezzare la solidarietà, la pazienza, il rispetto reciproco e anche a divertirsi in maniera misurata. Considera, poi, che proprio durante gli anni dell’università nascono amicizie inossidabili e condividere casa permette di stringere rapporti che possono durare per moltissimi anni.

Per approfondire: collegi, alloggi e residenze per lo studente fuori sede

Verifica le norme per l’abitabilità

Mettiamo il caso che dopo un bel po’ di ricerche tu abbia trovato una casa in una zona vicina alla sede universitaria di tuo figlio e a un prezzo interessante. Prima di prenderla devi assicurarti che sia abitabile, cioè in regola con i criteri che la legge stabilisce per la sicurezza dei suoi inquilini. E quindi di tuo figlio.

Per stare tranquillo accertati:

  • che gli impianti elettrici non siano esterni e che siano dotati di salvavita
  • che la caldaia sia installata all’esterno o, se all’interno, che si trovi in un locale ben areato
  • che le dimensioni del monolocale – nel caso tu scelga questa soluzione – sia di minimo 28 mq per una persona e 38 per due
  • che le dimensioni della stanza – se opti per l’appartamento condiviso – sia di almeno 9 mq per la singola e 14 mq per la doppia
  • che ci sia un buon rapporto tra le finestre o i balconi e le dimensioni della casa o della stanza, perché non manchino luce e aria.

Attento al contratto!

Su questo punto ti chiedo di fare molta attenzione, perché il mercato delle case per studenti è pieno di affitti in nero e di proprietari che evadono il fisco. Uno degli aspetti essenziali per scegliere una casa è assicurarsi la possibilità di sottoscrivere un regolare contratto di locazione transitoria.

La legge, infatti, prevede una particolare forma contrattuale per gli studenti universitari e firmandola puoi anche usufruire delle detrazioni previste. Ma delle agevolazioni fiscali ti parlo nel prossimo punto, ora vediamo insieme cosa prevede il contratto di affitto a uso transitorio per gli studenti universitari.

1. Durata del contratto

Trattandosi di un contratto a uso transitorio la sua durata prevede un periodo minimo di permanenza di 6 mesi e un periodo massimo stabilito in 36 mesi.

Il rinnovo è automatico se non si disdice il contratto almeno 3 mesi prima della scadenza e avrà valore per il periodo stabilito in precedenza. Quindi, se firmi un contratto per 12 mesi e non invii disdetta, si rinnoverà automaticamente per altri 12 mesi.

2. Validità del contratto

Credi che basti firmare un contratto d’affitto per farlo valere automaticamente? Errore. Molti proprietari di alloggi per studenti hanno la disonesta abitudine di far firmare un contratto che poi all’atto pratico non ha alcun valore legale.

Quindi, per tutelarti e per dimostrare al fisco che puoi dedurne le spese, accertati che il contratto sottoscritto sia registrato e che il canone pattuito rientri tra le fasce stabilite negli accordi presi dall’associazione proprietari e il sindacato degli inquilini. Solo così avrai tra le mani un documento regolare.

3. Il pagamento del canone d’affitto

Sempre per la tua sicurezza e per certificare che hai versato il canone d’affitto, meglio non saldarlo in liquidi. Puoi procedere, quindi, con un assegno o con un bonifico sul conto corrente del proprietario di casa.

Vuoi affittare una casa e detrarre le spese di locazione?

Ogni volta che affronti delle spese hai la possibilità di detrarne alcune indicandole nella tua dichiarazione dei redditi. Tra i costi deducibili e detraibili figurano anche quelli per l’affitto delle case degli studenti. Ma per usufruire delle detrazioni e risparmiare una quota di imposte devi rispettare alcune condizioni.

  1. L’alloggio affittato deve essere nel comune dove ha sede la facoltà universitaria e ad almeno 100 km da quello della propria residenza.
  2. L’università deve trovarsi nel comune di una provincia diversa da quella del comune di residenza.
  3. Il contratto d’affitto deve essere regolarmente registrato e le detrazioni spettano sia in caso di contratto a uso transitorio, sia nel caso di un normale contratto d’affitto.

La detrazione è del 19%, non può superare i 2.633 euro ed è prevista per i canoni di affitto, ma anche per quelli di ospitalità e per le assegnazioni di alloggi da parte di enti per il diritto allo studio, cooperative e enti no profit, università e collegi universitari riconosciuti dalla legge.

Prima di siglare accordi per la casa di tuo figlio, quindi, tieni in conto anche la possibilità concreta di risparmiare dei soldi e stipula un contratto legalmente riconosciuto.

Per approfondire: lo sai che uno studente su 3 è fuori corso?

Non aspettare l’ultimo minuto

La scelta della casa dove tuo figlio andrà ad abitare non è diversa da quella di qualsiasi altra abitazione. Prevede dei tempi di trasloco con i relativi costi e deve anche garantire la tranquillità e la stabilità necessaria perché tuo figlio possa dedicarsi in pace allo studio. Per evitare, quindi, di cambiarla dopo poco tempo sconvolgendo le sue attività universitarie, muoviti con netto anticipo sull’inizio dei corsi e fai tutte le verifiche che servono.

Il consiglio, in questo caso, è iniziare a sondare il terreno degli alloggi all’inizio di luglio, così puoi avere il tempo per visionare le case, per confrontarne i rispettivi pro e contro e per poter decidere quella con il miglior rapporto prezzo/qualità.

Dove per qualità si intende tutta la serie di fattori che ti ho già descritto, non ultimi la vicinanza alla sede universitaria, l’esistenza in zona di trasporti efficienti, di biblioteche e di tutti quei servizi che saranno essenziali alla permanenza di tuo figlio in una città inizialmente sconosciuta. La presenza di supermercati, farmacie, palestre o altri luoghi di svago è essenziale, perché facilitano la vita di una matricola e le permettono di risparmiare tempo prezioso da dedicare allo studio.

Hai un reddito basso? Cerca una residenza universitaria

Attraverso degli enti creati ad hoc per il diritto allo studio, le regioni gestiscono delle strutture residenziali per lo studente fuori sede, a cui assegnano un alloggio in base a delle graduatorie e all’accertamento di tre parametri:

  • Il reddito della famiglia.
  • Il numero dei componenti del nucleo familiare.
  • La distanza della città di provenienza dello studente dalla sede dell’università.

Per te si tratta della soluzione più economica, ma bisogna possedere i requisiti richiesti e partecipare a un bando di concorso, inoltrando una domanda apposita.

Di solito il bando viene pubblicato alla fine del mese di giugno e trovi tutte le informazioni che ti servono sui siti delle università italiane, nelle pagine dedicate ai bandi per l’assegnazione degli alloggi.

Un esempio di pagina dedicata alle modalità di partecipazione ai bandi di concorso è questa dell’ESU di Padova, dove trovi il documento del bando, il link per presentare la domanda di assegnazione e le scadenze entro le quali puoi inoltrare la tua richiesta.

Da leggere: viaggia sicuro nel lavoro e nella vita.

Studente fuori sede: dove cercare la casa giusta?

Fin qui abbiamo visto gli aspetti da considerare per scegliere una buona casa per ogni studente fuori sede. Ma dove cercarla? Ora ti si apre un ventaglio di possibilità che sta solo a te valutare, in base al tempo a tua disposizione.

Puoi cercare nei tantissimi annunci online la casa con le caratteristiche migliori e li trovi su Uniaffitti.it (consigliatissimo), Subito.it, Bakeca.it, Kijiji.it, EasyStanza.it, Idealista.it, Immobiliare.it e molti altri. Ma dovrai armarti di pazienza, telefono e email per contattare gli inserzionisti, prendere un appuntamento e recarti a visionare l’alloggio.

Oppure puoi rivolgerti alle agenzie immobiliari, spiegandogli le caratteristiche della casa o del posto letto che stai cercando. Saranno loro a contattarti dopo aver scremato le varie opportunità, per proporti una visita e accompagnarti sul posto. Tieni però presente che in questo caso paghi la percentuale per il servizio (di solito una mensilità del canone d’affitto), che nel caso degli annunci manca.

Ti senti pronto a cercare la nuova casa per tuo figlio o hai ancora qualche dubbio? Se vuoi dei chiarimenti, lascia pure un commento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.