A Scuola di Test 2016: Strutturare il Piano di Studio – parte 1

Nel precedente articolo di questa rubrica è stata sottolineata l’importanza di organizzare un percorso didattico organico per superare il test di ammissione attraverso una serie di considerazioni e di domande.
In particolare si è affermato che “Effettuare i quiz è molto importante ma la preparazione ad una prova a test va organizzata considerando anche altri aspetti: l’organizzazione dei tempi, gli elementi teorici, la comprensione dei modelli di quesito, le tecniche risolutive dei test, la possibilità di effettuare i concorsi anche alle Università private come la Cattolica, i fattori emotivi relativi alla gestione della prova concorsuale.”

In questo articolo si focalizza l’attenzione sul primo aspetto in ordine cronologico, cioè quello relativo all’organizzazione dello studio. Ma in realtà per sviluppare o riorganizzare il piano di lavoro è opportuno effettuare prima  una verifica dei prerequisiti, cioè del livello di preparazione attuale.

I prerequisiti per organizzare lo studio

L’analisi dei prerequisiti richiede quindi la valutazione delle competenze in ingresso in relazione a ciò che è richiesto nella prova a test. Tale analisi valutativa può esere fatta dopo aver effettuato alcune simulazioni di test reperibili nei libri di concorsi a quiz come gli Editest o nelle piattaforme di e-learning. Dopo aver calcolato, in percentuale, il numero medio di risposte esatte si passa all’analisi degli errori analizzando e comprendendo:

  1. Il numero di domande che sono state sbagliate per distrazione.
  2. La quantità di domande che sono state sbagliate per “confusione” tra gli argomenti.
  3. La quantità di risposte non date perché “sfuggiva” al momento la risposta corretta.
  4. Il numero di quesiti che potevano essere risolti in maniera corretta applicando qualche tecnica o qualche ragionamento particolare.
  5. Il numero di domande catalogate come “ignote”, di cui non si ricordava assolutamente l’argomento o veniva richiesta una particolarità troppo difficile da ricordare.

Si veda un esempio di domanda relativo ai “sinonimi” per spiegare i cinque punti precedentemente indicati.

Esempio: “Trovare il sinonimo di inabile

  1. Capace
  2. Inadatto * (corretta)
  3. Respinto
  4. Brutto
  5. Maleducato

Si analizzino  i cinque tipi di errori:

  1. Distrazione: si conosce la risposta corretta, ma per una “distrazione” momentanea si indica un’altra alternativa come chiave.
  2. Confusione: nella “fretta” di rispondere si associa, ad esempio, la parola “inabile” a “rifiutato” considerandoli erroneamente sinonimi  e scegliendo, di conseguenza, l’alternativa C) che è sbagliata.
  3. “Sfuggiva” la risposta: si conosce la risposta corretta, ma al momento si ha il cosiddetto “vuoto mentale”, non si ricorda il sinonimo.
  4. Non applicazione delle tecniche di test: non si ricorda il sinonimo ma si può notare che “in” è un privativo e significa “non”. Quindi si cerca un sinonimo di “non abile”, e “non adatto” sembra la risposta plausibile. Se non si riesce ad individuare la risposta esatta applicando ragionamenti analoghi a questi si commette un errore di mancata applicazione delle tecniche risolutive dei quesiti. Si approfondisca l’argomento sui nostri libri.
  5. Quesito Ignoto: non si conosce il sinonimo, quindi si dovrà studiare l’argomento o nel caso specifico apprendere il termine.

Quindi per analizzare il valore di partenza si può svolgere il test ufficiale 2014 o 2015.

La valutazione del livello di partenza della preparazione

Si suddividerà il punteggio in relazione alle singole discipline e si valuterà la prova considerando tre fattori:

  • Il punteggio realmente conseguito. Ad esempio si ipotizzi che il concorrente abbia ottenuto un punteggio pari a 34,00.
  • Il punteggio conseguito considerando come domande “corrette” quelle in cui sono stati effettuati errori per “distrazione”, “confusione” e “sfuggiva”. Riprendendo l’esempio precedente e rianalizzando il test il nuovo punteggio potrebbe raggiungere ora ad esempio i 40,00 punti
  • Il punteggio che si sarebbe potuto conseguire conoscendo gli argomenti o sapendo applicare le tecniche. In questo caso ovviamente si ha solo una stima di punteggio. Ad esempio se il concorrente ha sbagliato un quesito sulla mitosi può osservare, sfogliando il libro, che la mitosi è un argomento ampiamente trattato nei testi, quindi al seguito di un percorso di studi ipotizza che conoscerà la risposta esatta a questo quesito. Al contrario una domanda di cui non si riesce a comprendere il testo o su argomenti che si ritiene complessi si considera come “non raggiungibile”, cioè si ipotizza che anche al seguito dello studio non si saprà rispondere a questa domanda. Con riferimento all’esempio di punteggio precedente si stima, ad esempio, un valore massimo pari a 55,00 punti.

Questo sarà il punteggio teorico raggiungibile in questa ipotetica prova d’esame al termine del percorso di preparazione. L’essere in grado di conseguire realmente 55,00 punti dipenderà da una serie di fattori: dalla pianificazione e dalla modalità di lavoro, dalla corretta applicazione delle tecniche di test, dalla gestione dei tempi delle simulazioni e dai fattori emotivi connessi al giorno della prova d’esame. Tali argomenti, ampliamente trattati nel mio ultimo libro “Superare la prova a test”, saranno oggetto di successivi articoli.

Nel prossimo articolo discuteremo su come studiare le varie discipline oggetto della prova d’esame.

Quindi riassumendo quanto detto oggi è arrivato il momento di analizzare il proprio “valore” con un test ufficiale e stimare il punteggio potenziale che si potrà raggiungere prima di proseguire o di intraprendere il percorso di studio.

Buon lavoro!

 

Prof. Marco Bonora

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