Quali sono gli sbocchi lavorativi per i laureati in Medicina?

La laurea in medicina è un sogno per molti, ma non tutti hanno da subito le idee chiare su cosa fare al termine del percorso di studi: gli sbocchi lavorativi possono essere diversi, ma non tutti li conoscono.

Dalle rilevazioni AlmaLaurea risulta che a un anno dalla laurea:

  • il 35,3% dei laureati è occupato: il tasso di occupazione è contenuto in quanto l’ingresso nel mondo del lavoro è ritardato dall’ulteriore formazione necessaria per chi vuole accedere all’esercizio della professione
  • il 56,2% dei laureati non lavora e non cerca un impiego
  • l’8,6% non lavora ma cerca occupazione

Il dato di chi non lavora e non cerca è così alto perchè la maggior parte dei laureati frequenta un tirocinio o una scuola di specializzazione.

Tuttavia il medico senza specializzazione può trovare ugualmente occupazione come sostituto (tranne che in odontoiatria o per le specializzazioni di radiologia e anestesiologia) o lavorare in qualità di “medico di continuità assistenziale” (la cosiddetta guardia medica).

Sbocchi lavorativi medicina: quali sono?

Come abbiamo detto nell’introduzione gli sbocchi lavorativi per i neo-laureati in medicina possono essere molteplici.

Vediamone alcuni:

  • Medico-chirurgo alle dipendenze del SSN: per poter esercitare l’attività di medico chirurgo di medicina generale presso il Servizio Sanitario Nazionale è necessario essere in possesso del cosiddetto diploma di formazione specifica in medicina generale. Si tratta di un corso bandito a livello regionale, dura tre anni e vi si accede tramite selezione a quiz (per maggiori informazioni visita il blog EdiSES)
  • Medico-chirurgo alle dipendenze di altre istituzioni pubbliche nazionali: in questo caso le porte si aprono a diverse possibilità:
    medico militare (lo si può divenire anche frequentando direttamente l’Accademia Militare)
    medico nelle carceri
    nella Protezione Civile
    medico dei servizi d’emergenza (ad esempio la Croce Rossa Italiana)
    medico dell’Inps
    dell’Inail
    medico del CIRM (per la tele assistenza alla navigazione)
  • Medico specialista: chi ha conseguito la Laurea in Medicina può decidere anche di seguire una scuola di specializzazione alla quale si accede tramite concorso ministeriale (sul blog EdiSES i dettagli).
    La specializzazione oramai è fondamentale e tra l’altro condizione indispensabile per poter lavorare nel SSN. Attualmente in Italia ci sono 56 scuole di specializzazione (tutte a numero chiuso) e al termine della formazione (che dura cinque anni) si diventa specialista: pediatra, geriatra, ginecologo, endocrinologo, otorino, urologo, cardiologo e via dicendo.

Come accedere a Medicina: il test di ammissione

Ovviamente prima di considerare cosa fare dopo la laurea in Medicina bisogna studiare intensamente per superare il test di ammissione nazionale (obbligatorio, quindi non c’è via di scampo!).

La prova si svolge ogni anno a settembre (qui il calendario aggiornato) ed è basata su domande di logica, cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica.

Per tutte le informazioni sul test Medicina leggi il nostro speciale.

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