Diventare infermiere: storia di una professione

Diventare infermiere è un desiderio che nasce da una vocazione. L’infermiere è molto più di una semplice professione: chi svolge questo lavoro non assiste semplicemente i malati dal punto di vista clinico, ma offre un supporto psicologico ai pazienti e alle loro famiglie.

La domanda di assistenza sanitaria richiede appunto infermieri preparati a rispondere ai bisogni degli infermi con diverse problematiche.

Un infermiere in grado soddisfare queste esigenze deve integrare necessariamente le conoscenze scientifiche e teoriche con quelle pratiche, non perdendo di vista il comportamento etico nella cura del paziente. In tal senso, il sistema di istruzione superiore europeo ha adeguato i principali assetti che governano le istituzioni universitarie, al nuovo contesto in cui gli infermieri e gli operatori sanitari si trovano ad esercitare la propria professione.

Il lavoro degli infermieri: origini e storie di un’antica professione

La pratica assistenziale svolta dagli infermieri richiede dunque non solo abilità psicomotorie e relazionali, ma anche capacità di sviluppo del pensiero riflessivo al fine di rafforzare un ruolo professionale piuttosto complesso. Di conseguenza, la pratica infermieristica parte dal presupposto che gli infermieri abbiano una buona conoscenza non solo delle scienze biomediche, ma anche dei fondamenti della psicologia e delle scienze sociali.

Quella dell’infermiere dunque è una “multiprofessione” a tutti gli effetti: nel nostro Paese infatti questa figura sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella sfera sanitaria. Un buon infermiere esercita la propria professione attribuendo in ogni circostanza un ruolo centrale alla persona assistita.

L’assistenza infermieristica, nel corso della sua lunga storia, ha subito notevoli e continue evoluzioni, passando dalle antiche credenze mistiche a tecnologie sempre più innovative: progressi, dunque, che hanno trasformato questa disciplina in una professione non solo scientifica ma anche intellettuale.

La fondatrice della nuova era dell’assistenza infermieristica è Florence Nightingale, una giovane inglese di famiglia facoltosa, vissuta alla fine dell’ottocento. Florence, con intelligenza e lungimiranza riconobbe l’approssimazione e il mancato approccio scientifico con cui veniva affrontata questa disciplina e lottò per un miglioramento delle cure mediche e dei servizi laboratoriali.

Florence Nightingale non solo fu la prima ad individuare le principali caratteristiche di un ambiente ospedaliero (acqua pura, aria pulita, pulizia, luce, buon funzionamento dell’impianto fognario), ma comprese immediatamente l’importanza di aspetti immateriali quali il calore umano, il silenzio e la corretta alimentazione.

Convinta che gli infermieri dovessero prepararsi acquisendo basi teoriche, Florence fondò la Scuola Nightingale di Formazione per Infermiere e nel 1860 pubblicò il Notes of Rusing, un manuale che segnò una vera svolta nella formazione infermieristica. la prima a fornire sia conoscenze teoriche sia esperienza

L’evoluzione dell’iter formativo dell’infermiere: la laurea infermieristica

In Italia, la professione dell’infermiere è regolamentata sin dalle sue origini. Nel 1925 il decreto n.1832 prevedeva che le facoltà universitarie e le pubbliche amministrazioni  istituissero delle scuole professionali autorizzate a rilasciare un diploma di Stato per l’esercizio della professione al termine di un corso biennale seguito da un tirocinio.

Nel 1959 il Comitato Centrale della Federazione IPASVI (Infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia) valutò la possibilità di mettere a punto una normativa deontologica per gli appartenenti alla professione infermieristica e, nel 1960, fu emanato il primo codice deontologico delle infermiere italiane.

Con il D.P.R. 15 gennaio 1972, n. 10, la competenza sulla formazione infermieristica passò dal livello statale a quello regionale anche se la determinazione dei corsi, nonché la regolamentazione degli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione, restavano di competenza decisionale dello Stato. A partire dagli anni Novanta il percorso formativo subì una vera e propria evoluzione attraverso il trasferimento della formazione dal piano scolastico a quello universitario.

La nascita del percorso di laurea triennale

Nel 1991 il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica autorizzò le facoltà di Medicina a istituire il diploma di laurea triennale in scienze infermieristiche, successivamente denominato diploma universitario per infermiere (D.M. 24 luglio 1996 – tabella XVIII ter).

Il 12 maggio 1999, in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere, fu presentato il terzo Codice deontologico dell’infermiere, il cui obiettivo era “indicare le caratteristiche della mission infermieristica in modo da dare spazio alle esigenze di autonomia professionale e fornire una traccia di riflessione per il quotidiano confronto tra i professionisti e i ritardi della cultura e delle strutture in cui operano. L’infermiere non era più l’operatore sanitario dotato di un diploma abilitante, ma “il professionista sanitario responsabile dall’assistenza infermieristica”.

Nel 2001 il diploma universitario si trasformò in laurea triennale. Nel 2004 furono definite le prove di ammissione alla laurea specialistica per le professioni sanitarie. Il D.M. del 22 ottobre 2004 n. 270, modificò la denominazione da corso di Laurea Specialistica in corso di Laurea Magistrale.

Come diventare infermiere: il test d’ingresso all’Università

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Ad oggi, per esercitare la professione infermieristica (sia come dipendete che come libero professionista), è necessario conseguire la laurea triennale ed essere iscritti all’albo professionale.

Il corso di laurea in Scienze Infermieristiche, così come gli altri corsi di laurea in discipline sanitarie, fa parte delle facoltà a numero chiuso il cui accesso è condizionato dal superamento del test di ammissione.

Per una preparazione efficace ai test Professioni Sanitarie è sono disponibili i seguenti volumi del catalogo EdiTEST:

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La laurea e l’iscrizione all’albo

Superato il test d’ingresso, inizia l’iter formativo della durata di tre anni. Durante il percorso triennale l’aspirante infermiere dovrà svolgere anche un tirocinio pratico della durata di circa 400-600 ore (variabile in base all’ateneo di riferimento). Il conseguimento della laurea triennale in Scienze Infermieristiche costituisce l’abilitazione alla professione.

Al termine del percorso triennale è possibile proseguire gli studi e conseguire una laurea magistrale per accedere a profili professionali di tipo gestionale e manageriale o in ambito accademico (se alla laurea magistrale segue anche il dottorato di ricerca).

Per esercitare la professione è necessario iscriversi all’albo professionale degli infermieri. La procedura può essere effettuata on-line attraverso il sito IPASVI, compilando tutti i campi dell’apposito form.