Test di Ammissione 2015, arrivano i primi Ricorsi per Medicina

A distanza di pochi giorni dai test di ammissione a Medicina, già fioccano le prime irregolarità e le prime avvisaglie di Ricorsi.

L’Unione degli Universitari (UDU) e la Rete degli Studenti hanno già attivato i propri canali web e app, sulla scia delle vittorie ottenute lo scorso anno: difatti, a seguito del maxi-ricorso organizzato proprio dall’Udu migliaia di esclusi al test 2014 sono stati riammessi nelle diverse università.

Leggi anche: Sapienza, come convivono i vincitori del test con i ricorsisti.

Le irregolarità del test di ammissione 2015

Numerose le segnalazioni pervenute alla nostra pagina Facebook nonchè al portale specializzato ammissione.it : carte di identità in bella vista sui banchi, oppure forti criticità nel sistema adottato dal MIUR per l’identificazione della prova e l’associazione al candidato (che prevedeva l’apposizione di etichette autoadesive sulla scheda anagrafica e sul modulo risposte) e, con esso, le relative operazioni di consegna dei vari moduli al termine della prova.
In particolare a Perugia, Il capogruppo del M5S in consiglio regionale, Andrea Liberati, denuncia: «Nessuna identificazione all’atto della consegna delle prove. Possibili scambi di identità».
E continua nelle sue dichiarazioni: “Il decreto ministeriale 85/2014 che con l’articolo 2 disciplina la prova di ammissione ai corsi di laurea in medicina e chirurgia – spiega Liberati – non fa menzione alcuna riguardo le procedure per l’identificazione dei candidati. L’allegato 1, che costituisce parte integrante del decreto ministeriale, indica linee guida secondo cui gli atenei devono predisporre i bandi di concorso, specificando che ‘lo studente deve obbligatoriamente compilare la scheda anagrafica e sottoscriverla’, senza però evocare controlli».

I primi ricorsi al test di ammissione 2015

Molti candidati, testimoni di irregolarità, ci scrivono per sapere come fare ricorso. Ecco il nostro approfondimento su come fare ricorso al TAR.
Intanto da Foggia sono già partiti i primi ricorsi: l’avvocato Francesco Leone è stato incaricato da alcuni dei 567 candidati che hanno partecipato al test (103 i posti complessivi). Le motivazioni del ricorso si basano sull’accettazione in aula di due studenti, che pare abbiano preso regolarmente parte alla prova nonostante gli altoparlanti avessero annunciato la chiusura di porte e controlli al metal detector. Di conseguenza i due studenti, accettati dalla presidente della commissione, hanno sostenuto la prova senza subire il controllo al metal detector, potendo così portare con sé eventuali cellulari o strumentazioni elettroniche (ad esempio, le calcolatrici). L’ateneo di Foggia si difende dichiarando che l’accesso dell’ultimo candidato è avvenuto molto prima dell’apertura dei plichi. Tuttavia ciò non significa che si sia stata una disparità di trattamento tra chi si è presentato in orario e ha subito tutti i controlli del caso e chi si è “intrufolato” all’ultimo momento.

Scritto da Rossella B.

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