Professioni Sanitarie. Una guida alla scelta.

InfermiereUn dato è certo: a 12 anni dalla loro attivazione, le Professioni Sanitarie continuano a incrementare il loro appeal sugli studenti. La sicurezza di poter trovare un posto di lavoro dopo la laurea, e di ottenerlo in tempi brevi, muove un esercito di ragazzi alla ricerca di quell’università o di quel corso specifico che garantisca loro il superamento agevole del test d’ammissione. Di qui la domanda che di questi tempi si sussegue incessantemente in tutti i blog e i forum dedicati all’argomento: qual è il punteggio minimo per accedere alle Professioni  Sanitarie?

Ebbene, nemmeno il concorrente più preparato di un gioco a quiz potrebbe rispondere con esattezza a questo quesito, dal momento che non è possibile dare un’indicazione univoca. Diversi i motivi. Tanto per cominciare le graduatorie relative agli esiti del test d’ammissione alle Professioni Sanitarie – a differenza di quelle stilate per Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Farmacia – in molti casi non sono pubbliche, ma vengono compilate localmente da ogni singolo Ateneo e la loro visione è riservata ai soli studenti che si sono iscritti e/o hanno partecipato alle prove di selezione. Non è facile, poi, tenersi costantemente aggiornati su questi elenchi, perché gli scorrimenti variano in base alle sedi (alcune Università offrono corsi dislocati sul territorio a seconda delle strutture sanitarie con cui sono in convenzione) e agli stessi corsi (gli studenti possono opzionare sino a 3 Corsi di Laurea per cui concorrere).

Pertanto, individuate almeno le sedi universitarie dove voler concorrere, l’unico suggerimento può essere quello di contattare gli sportelli di Orientamento o le segreterie di Presidenza e chiedere informazioni sui dati degli anni passati.

È chiaro però che l’<ultimo ammesso in graduatoria> non può rappresentare il parametro per  orientare la propria scelta sul Corso di Laurea e sull’Ateneo da frequentare. Che fare, allora? Meglio privilegiare le proprie attitudini personali o strizzare l’occhio al mercato del lavoro, individuando quella professione sanitaria per cui c’è maggiore domanda?

Assodato che, per quanto banale possa sembrare, bisogna anzitutto studiare bene e in modo consapevole, a prescindere da qualsiasi calcolo, qualche numero può aiutare a chiarirsi le idee. I dati ufficiali raccontano che nel 2011/2012, nel rapporto tra numero di posti a concorso e domande degli studenti, gli infermieri sono risultati la netta maggioranza tra tutti gli operatori sanitari, seguiti da fisioterapisti, logopedisti, dietisti e tecnici di radiologia. Fanalini di coda gli assistenti sanitari e i terapisti occupazionali, probabilmente per via dei dubbi sui reali sbocchi occupazionali di tali professioni. La Sapienza 1, la Statale di Milano e Padova le università che bandiscono il maggior numero di posti (ed anche le più gettonate dagli studenti); Campobasso, Torino 2 e Trieste quelle, invece, meno attraenti (anche per il minor numero di corsi attivati). Infine, se si considera la quantità di corsi offerti, La Sapienza 1 per il Centro-Sud e la Statale di Milano per il Nord d’Italia sono gli Atenei che vantano il miglior rapporto tra domande e posti (2,8 nel primo caso, 3,9 nel secondo).