Professioni sanitarie: tutto ciò che bisogna sapere per partecipare al test di ammissione

Quando c’è il concorso?
L’ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie è disciplinata da un concorso nazionale che si svolge nello stesso giorno in tutta Italia. Quest’anno la prova di accesso si terrà il 4 settembre alle ore 11. A differenza di Medicina e degli altri corsi di laurea a numero programmato, il test per le Professioni sanitarie è redatto dai singoli atenei sulla base delle direttive contenute nel Decreto Ministeriale 449 del 12 giugno 2013 ed è identica per tutte le diverse tipologie di corsi attivati presso ciascuna Università (Infermieristica, Fisioterapia, Logopedia, Ostetricia, ecc.).

Quanti sono i posti disponibili?
Entro il 3 luglio il Miur dovrà emanare un decreto contenente il numero e la ripartizione dei posti tra i vari corsi delle Professioni sanitarie. Al momento vi possiamo anticipare che, con molta probabilità, ci sarà una contrazione di circa 250 posti su alcuni profili tecnici, così come deciso dalla Regione Lazio, e riduzioni di 100 posti per Tecnico di Radiologia, 90 per Tecnico di Laboratorio e 60 per Tecnico della Prevenzione, proposte dal Ministero della Salute.

Qual è il programma di esame e come si struttura il test?
Il programma di esame e la struttura del test sono gli stessi di Medicina, ma la distribuzione delle materie all’interno delle domande potrebbe essere diversa da Università a Università. In linea generale il quiz si compone di 60 domande a risposta multipla cui bisogna rispondere in 100 minuti così suddivise: 5 di cultura generale, 25 di ragionamento logico, 14 di biologia, 8 di chimica, 8 di matematica e fisica.

Quando e dove bisogna iscriversi al test?
Le norme relative alle modalità e ai termini di iscrizione al test sono disciplinate dai bandi dei singoli atenei, in uscita entro la metà di luglio. Pertanto, LE ISCRIZIONI NON SI EFFETTUANO ON LINE SUL PORTALE UNIVERSITALY. Per tutte queste informazioni, quindi, dovete necessariamente aspettare l’uscita dei bandi e, di conseguenza, rivolgervi alle segreterie degli atenei dove andrete a concorrere.

Quante preferenze si possono esprimere nella domanda di iscrizione?
Nello scorso anno accademico, a seconda dei regolamenti interni di ciascun Ateneo, nella domanda di iscrizione il candidato poteva indicare un massimo di tre corsi di laurea in ordine di preferenza (per esempio, Infermieristica, Dietistica e Fisioterapia) per i quali concorrere all’interno di una stessa Università, oppure poteva indicare tre differenti sedi (facenti però capo alla stessa Università) per lo stesso corso di laurea. Quest’ultima condizione aumentava sensibilmente le possibilità di ammissione al corso prescelto.

Il nuovo decreto di giugno, invece, stabilisce che i singoli atenei potranno scegliere in completa autonomia le modalità per esprimere le preferenze (art. 7, comma 2).

Anche per le Professioni sanitarie vale il bonus maturità? E come viene calcolato?
A differenza delle disposizioni per Medicina, il decreto di giugno attribuisce ai singoli atenei completa autonomia sia nella scelta dell’adozione del bonus maturità che nella definizione dei criteri di valutazione dello stesso bonus (art. 10, comma 3 lettera b).

 

Le graduatorie sono nazionali o locali?
Le graduatorie delle Professioni sanitarie sono locali (e non nazionali come per Medicina), stilate cioè da ogni singola Università cui spetta il compito di pubblicarle sul proprio sito ufficiale (Miur e Universitaly non c’entrano nulla!), generalmente con tempi più lunghi di quelli ministeriali.