Professioni Sanitarie: anche per il 2015-16 scende il fabbisogno sui 22 corsi di laurea

Anche nell’anno accademico 2015-16 continua il trend in calo del fabbisogno formativo relativo ai corsi di laurea delle 22 professioni sanitarie. Le procedure avviate dal ministero della Salute con Regioni e Categorie sono ancora in corso. Mentre il ministero dell’Università sta rilevando il potenziale di offerta formativa di ogni Ateneo in vista dell’esame di ammissione, che dovrebbe svolgersi nella prima decade di settembre.
Da una prima analisi dei dati dei fabbisogni si rileva che in generale la richiesta delle Regioni e delle Categorie si aggira attorno ai 29mila posti, mentre l’offerta da parte delle Università, che di solito è inferiore di circa il 10%, potrebbe essere confermata sui circa 26mila posti dello scorso anno. Questi corrisponderebbero al calcolo sul turnover al 4% sul totale dei 650mila operatori. Trattasi di un turnover medio che in fase di definizione dei fabbisogni di ogni professione varia a seconda delle rispettive situazioni occupazionali.

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La minore richiesta

Prosegue il trend in negativo rispetto allo scorso anno: per le Categorie si passa da 32.552 agli attuali 30.449 (-6,5%), mentre l’anno precedente la differenza fra il 2014 e il 2013 era del -2,7%, da 33.468 a 32.552. La riduzione viene anche da parte delle Regioni, da 28.646 a 27.400 (-4,3%), valore che è minore del -9,4% dello scorso anno, quando si passò da 31.748 a 28.761.

Chi riduce di più

A determinare queste riduzioni è soprattutto Infermieristica con una differenza di -2.082 (-10,1%) tra i 20.672 dello scorso anno e gli attuali 18.590 proposti dalla Federazione Ipasvi. Analoga riduzione, anche se minore, viene dalle Regioni, con quasi -1.100 (-6,1%).
La riduzione riguarda anche altre professioni, come Ostetrica su cui sia la categoria che le Regioni riducono del -10%, dai 916 dello scorso anno a 830 circa di quest’anno.

Ancora maggiore è la riduzione delle Regioni su Tecnico di radiologia con il -12% fra i 980 dello scorso anno e gli 859 attuali, mentre la Categoria conferma la proposta di 737 dello sorso anno. Queste riduzioni non influiranno sui posti a bando per Infermieristica perché l’offerta formativa delle Università è inferiore del 12%circa, essendo ormai consolidata attorno a circa 16mila posti all’anno,mentre dovrebbe toccare Ostetricia con la riduzione del -9% dai 916 posti dello scorso anno a 830 e, soprattutto, Tecnico di radiologia dai 1.007 posti a bando dello scorso anno verso circa 800, con un -20 per cento. Questa riduzione sarebbe in linea con l’attuale trend negativo del tasso occupazionale, come si può rilevare dai dati rilevati da AlmaLaurea (si veda “Il Sole-24 Ore Sanità” n. 36/2014), in media con -24 punti percentuali, in sei anni, dall’ 86% del 2007 al 62% del 2012, con punte fino a -49 punti percentuali nel caso del Tecnico di radiologia che scende dal 93% del 2007 al 42% del 2012.

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Esuberi per profili

Sono segnali che impongono una revisione degli esuberi di qualche Regione rispetto alla richiesta inferiore di alcune categorie per un totale di circa 600 posti su cinque professioni, le stesse dello scorso anno: Tecnico di radiologia (+15%) da 737 della Categoria a 859 delle Regioni; Tecnico di laboratorio (+13%) da 757 della Categoria a 856 delle Regioni; Tecnico della prevenzione (+16%), da 587 a 678 e Tecnico di neurofisiopatologia (+10%) da 110 della Categoria a 121 delle Regioni. L’esubero riguarda anche Infermiere pediatrico (+73%) perché rispetto ai 320 chiesti dalle Regioni, la Federazione Ipasvi si limita a soli 185, concentrato peraltro solo su cinque Regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio e Campania

Esuberi per Regioni

A determinare gli esuberi di circa 600 posti sarebbero tre Regioni:
Toscana con 1.945 rispetto ai 1.704 delle Categorie e differenza di 242 (+14%), Campania 2.080 rispetto a 1.828 delle Categorie con 253 (+14%), e soprattutto Basilicata con 394 sui 250 delle categorie, con 114 (+58%). Quest’ultima in particolare è da anni quella che ha lamaggiore differenza con le categorie perché non svolgerebbe alcuna consultazione con le stesse, come invece stanno facendo quasi tutte le altre Regioni a gennaio di ogni anno.
Va comunque evidenziato che nel corso degli ultimi due anni ci sono stati significativi miglioramenti da parte della maggioranza delle Regioni che hanno progressivamente perfezionato le consultazioni con le categorie e anche con le Università per arrivare a definire un fabbisogno quanto più possibile condiviso.
In questo senso si sono distinte il Lazio che ha ridotto la differenza dal -17% dello scorso anno al -11% e soprattutto la Puglia dal -26% al -4% su 1.578 delle Categorie. Su questo livello di buona coerenza Regioni-Categorie ci sono anche Marche con -1% su 642, Liguria con +2% su 700, Abruzzo 3% su 934 ed EmiliaRomagna con +4%su 2.804 delle Categorie.

Positiva mediazione del ministero della Salute

Ed è proprio grazie a questi accordi che si agevola il lavoro del Tavolo tecnico del Miur che alla fine deve far quadrare i conti fra Regioni, Categorie e Università. Un’efficace azione di riequilibrio viene svolta dal ministero della Salute che lo scorso anno, considerando il trend dei tassi occupazionali, ha proposto la riduzione di 50 su Tecnico di radiologia e al contrario un incremento di 75 per Igienista dentale e di 40 per Logopedista. Trattasi di una proposta che si renderebbe opportuna in entrambi i casi, sia di riduzione che di aumento, anche per questo a.a. 2015-16.

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fonte: il sole 24 ore sanità a cura di Angelo Mastrillo

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