Graduatoria nazionale per il test di ammissione in Medicina inglese – Stessa novità anche per il concorso in italiano?

Prova d’ammissione anticipata ad aprile, test compresso a 60 domande, valutazione del percorso scolastico e graduatoria nazionale: ecco come cambia il concorso per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina in lingua inglese nel prossimo anno accademico. Di qui un dubbio (o forse una certezza?): stesse modifiche anche per il corso in italiano di Medicina e Odontoiatria? In attesa che esca il bando ufficiale del corso in italiano, proviamo ad analizzare quello in inglese e – perché no? – a fare qualche parallelo tra i due.

Nel 2012 un piccolo esercito di 4mila studenti ha sgomitato per accaparrarsi i 200 posti banditi per il concorso in Medicina in lingua inglese, nato (in teoria) per agevolare il processo di internazionalizzazione delle università italiane, ma diventato (nella prassi) un escamotage per bypassare la più affollata prova in italiano: gli atenei, infatti, prevedono la possibilità per gli studenti di trasferirsi dal corso in inglese a quello in italiano al secondo anno, purché ci siano posti vacanti e l’ordinamento didattico sia lo stesso.

Sino allo scorso anno, entrambi i corsi (inglese e italiano), numero dei posti a parte, erano uguali nella sostanza: gli argomenti del quiz erano identici (sebbene l’elaborato fosse completamente in inglese), identico il tempo, identici i criteri di valutazione. Quest’anno, invece, è tutto diverso. A cominciare dalla data del concorso, anticipata addirittura ad aprile, il 15 per l’esattezza; nel 2015 anche la prova in italiano si terrà nello stesso mese…  E cambia anche – e soprattutto – il test, compresso in 60 quesiti (non più 80) a cui lo studente deve rispondere in un’ora e mezza (e non due, come fatto sino ad oggi). Gli argomenti d’esame restano gli stessi, sebbene sia mutata la distribuzione: 30 domande di cultura generale e ragionamento logico, 14 di biologia, otto di chimica e otto di fisica e matematica. Come dire, più logica e meno nozioni, quasi a rispondere al dibattito molto serrato che da tempo si tiene a livello centrale sull’argomento in relazione al corso in italiano, dove pare ci sia una parte preponderante che vorrebbe sfoltire le domande scientifiche a vantaggio di quelle di logica e cultura generale…

Variano, inoltre, anche le modalità per il calcolo del punteggio del test. Uno su tutte, la valutazione della carriera scolastica. Il bando parla di un massimo di cinque punti da attribuire allo studente prendendo in considerazione i voti riportati dallo stesso in una serie di materie  durante gli ultimi tre anni della scuola superiore (per il dettaglio, si vedano gli allegati al bando). Guarda caso, a proposito del concorso per l’ammissione a Medicina, il decreto Fioroni-Mussi prevede proprio un bonus per gli studenti più meritevoli: +10 punti a chi si diploma con 100. In attesa che il decreto si trasformi in legge, gli studenti hanno già cominciato a protestare, perché, secondo loro, non è giusto che un 100 preso alla maturità classica abbia lo stesso valore di un cento conquistato in un istituto alberghiero. Di qui le voci su possibili correttivi alla normativa: per esempio, attribuire il bonus solo se il candidato raggiunge un determinato punteggio alle domande di cultura generale. Insomma, la vicenda è ancora tutta da chiarire.

A essere definitivi sono, invece, i nuovi punteggi stabiliti per il test in inglese: un punto e mezzo per ogni risposta esatta e meno 0,4 punti per ogni risposta sbagliata, con l’aggiunta di altri cinque punti agli studenti che dimostreranno di aver conseguito una delle certificazioni linguistiche indicate nel bando (Toefl, Fce, Cpe, ecc.).

Infine, la tanto temuta graduatoria nazionale: i candidati che parteciperanno al concorso in uno dei sei atenei pubblici che erogano corsi di laurea in Medicina lingua inglese (Bari, Milano, Seconda Università di Napoli, Pavia, Roma “La Sapienza” e Roma “Tor Vergata”) saranno inseriti in un’unica graduatoria nazionale. Così, dopo la sperimentazione delle sedi aggregate dello scorso anno, alla luce dei risultati registrati all’ultimo concorso e considerate le contestazioni da parte della Corte Costituzionale sulle notevoli differenze nei punteggi tra aree geografiche, è facile pensare che la graduatoria nazionale venga estesa al corso in italiano, così come era da tempo nelle intenzioni del ministro Profumo.

Insomma, i due concorsi – quello in inglese e quello in italiano – dovranno necessariamente uniformarsi nella forma e nella sostanza. E’ chiaro che le motivazioni addotte dal Ministero per giustificare il cambio d’abito al corso in inglese (e cioè europeizzare il sistema universitario italiano) non potranno estendersi tout court al corso in italiano. Il nuovo Governo dovrà discutere su punti diversi e controversi, con la speranza che non venga perso di vista il fine del concorso: selezionare gli aspiranti medici nel migliore dei modi possibili.