Ammissione a Medicina: secondo il ministro Giannini, il sistema dei test va rivisto

«Il sistema dei test è da rivedere». A dirlo non è il solito coro di studenti in protesta perenne contro il numero chiuso a Medicina, ma il neo ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, intervenuta ieri, 28 aprile, all’inaugurazione del quindicesimo anno accademico dell’Università di Foggia.

Alla luce dei risultati disastrosi della prova d’ingresso di quest’anno, che ha visto calare in maniera vertiginosa le soglie minime di ammissione, e dopo il pasticcio del bonus maturità del 2013, che ha immesso ai corsi di Medicina quasi duemila studenti in sovrannumero, la nuova inquilina di viale Trastevere rimescola tutto e si allinea alla Francia, proponendo lo sbarramento alla fine del primo anno.

“Voglio essere chiara – spiega la Giannini -. La programmazione a Medicina, cioè il bilanciamento tra fabbisogno di camici bianchi e numero di laureati, ha migliorato enormemente non solo la qualità della didattica, ma anche l’occupazione. Tuttavia, non è detto che 60 domande di un test a risposta multipla possano essere lo strumento migliore per la selezione dei medici di domani”.

Di qui il rimando alla Francia. Penso al modello francese che prevede un primo anno aperto a tutti con sbarramento finale: se passi gli esami ti iscrivi al secondo anno, altrimenti sei fuori”. Un meccanismo, secondo il Ministro, che se contestualizzato alla realtà italiana, “può diventare uno strumento di alta selettività, di programmazione preziosissima, ma al tempo stesso di giustizia e di meritocrazia valutata nel corso di un anno e non concentrata nel percorso di un’ora.

All’esterno del complesso universitario di Foggia va in scena la protesta degli studenti del collettivo Link e dell’Unione degli studenti non solo sui temi del diritto allo studio e del numero chiuso, ma anche sulla politica di tagli effettuata in questi anni a danno dell’università pubblica. “La Ministra Giannini, accettando la proposta di istituzione di un Tavolo nazionale di discussione sul numero chiuso – dichiara Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK – Coordinamento Universitario – ha espresso una chiara ed inequivocabile dichiarazione: il sistema del numero chiuso deve essere cambiato urgentemente perché è totalmente fallimentare”. “Purtroppo nessuna risposta positiva è stata riferita dalla Ministra Giannini – aggiunge Campailla – sul fronte del finanziamento alle Università e al diritto allo studio: questa posizione da parte del Ministero, e quindi del Governo, è inaccettabile e risponderemo con altre mobilitazioni per la copertura totale delle borse di studio in tutto il Paese”.

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