16 maggio 2017

Potenziare la memoria: dimenticando s’impara



potenziare-memoria

Memoria: «la funzione psichica di riprodurre nella mente l’esperienza passata (immagini, sensazioni o nozioni), di riconoscerla come tale e di localizzarla nello spazio e nel tempo».

La memoria è una capacità che i più considerano come un magico apprendimento enciclopedico: pare ne sia dotato solo chi è in grado di ricordare senza sforzo pressoché qualsiasi cosa. Una capacità innata e che non si impara, o la si ha o si è condannati a una vita di amnesie!

Posta in questi termini, la questione memoria sembra più una condanna per l’intera popolazione, appannaggio di pochi eletti fortunatissimi dal corredo genetico impeccabile, che li porterà alle sfere più alte di studi e professioni. Ma questo è solo un punto di vista troppo miope sulla questione e bisognerà capire bene di cosa stiamo parlando se vogliamo essere in grado di sfruttare le nostre potenzialità fino in fondo, stimolando la memoria e le nostre capacità di apprendimento.

Quanti giga di memoria hai?

Da molti anni i supporti elettronici stanno sostituendo la nostra memoria come collettori di ricordi.

Fotografie, video, appunti, messaggi. Troviamo tutto nei nostri Social Network, nei browser come Google, nelle enciclopedie e biblioteche online che lasciano la nostra mente adagiarsi su dischi di memoria esterna. La capacità di memoria misurata in gigabyte dei nostri supporti elettronici sostituisce la nostra capacità di serbare ricordi: dipendiamo dalla quantità in giga di memorie esterne dalle quali non riusciamo più a separarci. Perso lo smartphone si perde l’identità e la memoria.

“Non mi ricordo, qual è il cognome di tua madre?”

“Papà, vedi su Facebook”

A parte casi limite, non è di certo un male avere accesso ad un enorme numero di informazioni, nettamente superiore a quante ne riusciremmo a immagazzinare in una vita intera. La maggior parte di noi ricorda le ricerche fatte per la scuola, quando si doveva sfogliare l’Enciclopedia di casa e cercare di gonfiare quelle poche righe, spesso scritte in un italiano antico e pomposo perché quella era l’Enciclopedia che si tramandava da almeno un paio di generazioni!

Ecco, avere a portata di mano pressoché qualsiasi risposta non è un male di per sé, ma ci sono alcuni pericoli da evitare, come potete evincere anche da questo articolo pubblicato qualche tempo fa sull’argomento.

In primo luogo, scegliere bene le fonti da cui si traggono le notizie che vogliamo imparare e utilizzare. E poi non bisogna pensare che il facile accesso alle informazioni significhi che non abbiamo più bisogno di ricordare nulla.

Imparare e, quindi, ricordare significa apprendere: questo è necessario per poter creare nozioni, studiare, superare test, esami, svolgere un mestiere, trasmettere il proprio sapere.

D’altronde, le notizie non arrivano da sole su Internet… qualcuno dovrà pur crearle e scriverle!

Memory e records: la memoria come archivio

In inglese la parola memory indica sia il “ricordo” che la “memoria”. Il singolo e l’insieme. Mentre con la parola record si indica una testimonianza, un documento o un archivio.

Ecco, un confronto con un’altra lingua può aiutarci ad ampliare la nostra visione e capire più a fondo come padroneggiare la nostra memoria. E forse, prendendo ad esempio proprio l’inglese, la potremmo considerare come un archivio o un magazzino dove conservare i nostri ricordi.

Il cervello come un magazzino

Dimenticare è naturale e vitale, un gesto involontario come il respiro e altrettanto necessario. Il cervello è dotato della capacità di ricordare quanto di dimenticare, entrambe essenziali per ognuno di noi. È vero, esistono delle persone in grado di ricordare nozioni e fatti senza particolare sforzo e questo, non c’è alcun dubbio, dipende da una predisposizione innata. Ma ognuno di noi può allenare la propria memoria per riuscire ad aumentare la capacità di immagazzinare ricordi.

Sono molte di più le informazioni che dimentichiamo rispetto a quelle che siamo in grado di conservare in maniera cosciente.

Bisogna immaginare il cervello come un magazzino, da un lato la zona temporanea, quella della memoria a breve termine, dall’altro quella dove le informazioni restano catalogate e pronte all’uso, stipate in scatoloni chiusi che verranno aperti solo all’occorrenza, memoria a lungo termine.

Imparare “a memoria”

Per fortuna non siamo in grado di ricordare tutto quello che vediamo, leggiamo, sentiamo, proviamo. E si è portati a credere che “avere una buona memoria” sia un’abilità necessariamente innata.

Ma, riflettiamo un attimo. Se non abbiamo buona memoria, com’è possibile che ricordiamo perfettamente i testi delle nostre canzoni preferite? Ricordiamo le parole e perfino l’intonazione con cui sono pronunciate, ne ricordiamo talmente tante che a metterle per iscritto riempirebbero tutti i testi universitari che vorremmo riuscire ad imparare a memoria!

E allora perché di fronte a un libro, talvolta, non riusciamo a immagazzinare neanche la più semplice frase?

In generale, senza farci troppo caso, ci accorgiamo che ricordiamo meglio informazioni di materie che ci interessano di più, rispetto a quelle per le quali nutriamo interesse minore e alle quali ci approcciamo per necessità, perché indispensabili al nostro percorso di studi o perché argomento di prova in un test d’ingresso o in un concorso. Purtroppo, nella vita non possiamo fare solo quello che ci piace, e così dobbiamo trovare altri metodi per aggirare queste difficoltà.

Magari sul momento, come quando dovevamo imparare la poesia di Natale alle scuole elementari, riusciamo a ripetere qualche frase a memoria. Ma questo non è un vero e proprio metodo, stiamo solo sfruttando quella che viene chiamata la “memoria di lavoro”.

Sul momento ci sembra incredibile riuscire a ricordare serie di numeri, nozioni del tutto nuove e complesse, perfino interi periodi. Ma basta poco perché questi ricordi siano completamente cancellati dai nostri archivi, il tempo di un battito di palpebre. È come se avessimo una lavagna su cui scrivere e ogni volta che si riempie va pulita.

Questa memoria a breve termine ha già fatto spazio a nuove nozioni che potranno passare alla sezione “memoria a lungo termine” o essere scartate, in un meccanismo infinito che procede al di là della nostra volontà, come dicevamo, proprio come il respiro.

Imparare a ricordare

Ma come si fa a “imparare a ricordare”? Ebbene, non esiste un metodo unico, valido universalmente e che permetta a tutti di progredire in maniera costante nell’aumento delle proprie capacità mnemoniche. La memoria va stimolata giorno per giorno, con esercizi mirati e con pazienza.

Secondo George Miller, il segreto del funzionamento della memoria risiede proprio nei suoi meccanismi di funzionamento: si ricorda attraverso raggruppamenti di elementi simili. Torna la nostra immagine del magazzino: secondo questi elementi simili, i ricordi sono catalogati e raggruppati insieme, come se si aggrappassero l’un l’altro, stimolandosi a vicenda.

È molto difficile ricordare elementi isolati, che non siano collegati a particolari contesti, soprattutto se si tratta di contesti emotivi (sensazioni, odori, percezioni sensoriali), piuttosto l’importanza sta nella qualità dei ricordi, non nella quantità. Più sono ricchi di “contesto” e più sarà facile che vengano “promossi” al rango di ricordi a lungo termine.

Per rapportare questa tecnica allo studio, cercare di imparare singoli concetti isolati sarà molto più difficile che realizzare delle mappe in cui le nozioni sono collegate fra loro da elementi in comune: proprio questi possono fungere da interruttori della memoria.

Ecco perché il metodo delle mappe concettuali è molto diffuso e, se usato nel modo giusto e tenendo presente quanto appena letto sul funzionamento della memoria, può dare ottimi risultati nell’apprendimento di nozioni e informazioni.

Scegliere gli esercizi giusti per potenziare la memoria

Per prepararsi a un esame o una prova, ci sono tanti modi per stimolare la memoria. Si tratta di esercizi diversi e validi, ognuno può sperimentarli e verificare quale risulterà più adatto al proprio metodo di studio. Ve ne suggeriamo qualcuno tratto dal libro Potenziare la memoria, una guida pratica ricca di consigli e tecniche utilizzabili nella vita quotidiana per potenziare le capacità di memorizzazione a lungo termine.

  1. Approccio al testo e letture

Il primo approccio al testo è essenziale. Bisogna prima di tutto guardare il sommario per capire i punti fondamentali della materia a cui sta approcciando, attraverso i titoli di capitoli e paragrafi. Dopodiché si potrà effettuare una lettura preliminare del testo, sottolineando le parole che ricorrono e che sembrano costituire i concetti chiave dei vari blocchi (identificati dai titoli).

  1. Sottolineare i concetti importanti con colori specifici

Durante una seconda lettura del testo, abbiamo un quadro generale della materia che ci permetterà di raggruppare i concetti attraverso elementi comuni. Questi potranno essere identificati attraverso evidenziatori di diverso colore. Ricordate di creare una legenda alla fine del testo e di non esagerare con la gamma di colori. Il cervello assocerà il colore all’argomento ma solo se riuscirete a creare uno schema ristretto e conciso: tre, al massimo quattro colori andranno bene.

  1. Rileggere e spiegare i concetti ad alta voce

La rilettura ad alta voce è un ottimo metodo per sviluppare la memoria. Più sensi verranno stimolati nel legame con una nozione da apprendere, tanto più facilmente potrà essere trasformata in ricordo.

Un altro esercizio utilissimo consiste nello spiegare un concetto che si vuole assimilare in modi diversi, come se si stesse parlando con una persona che non sa nulla dell’argomento. Prima lo esponiamo con parole semplici, poi pian piano aggiungiamo maggiori informazioni. Questo ci aiuta ad ampliare le nostre capacità di esprimerlo.

  1. Fare riassunti dei testi e dirlo “a modo nostro”

Molti di noi hanno l’impressione di non riuscire ad assimilare un concetto senza scrivere. In effetti, realizzare riassunti è un ottimo metodo per imprimere un concetto, soprattutto se modifichiamo le parole del testo e lo rimaneggiamo spiegando gli argomenti “a modo nostro”.

Dirlo con le nostre parole rende sicuramente un testo più familiare e più facilmente memorizzabile.

  1. Rappresentare graficamente i collegamenti tra argomenti

Abbiamo visto come la memoria funziona molto bene nei raggruppamenti, perché ricordiamo molto più facilmente concetti che sono collegati da elementi simili.

Questo può essere messo in evidenza attraverso una rappresentazione grafica degli argomenti. Si può scegliere se realizzare esclusivamente una “mappa concettuale” oppure se corredare i riassunti con uno schema che mostri a colpo d’occhio i collegamenti e ci sostenga nella ripetizione.

  1. Visualizzare parole e concetti

È un metodo molto diffuso e di grande efficacia, perché si basa sul funzionamento stesso del nostro cervello. Se vogliamo memorizzare semplici sequenze di parole (che siano frasi oppure le risposte alle domande di un test) o concetti più ampi, sarà utilissimo configurare nella nostra mente quello che stiamo dicendo, collegare alle parole un’immagine. Il potere evocativo dell’immagine è molto più forte di quello esclusivamente verbale e potenzia concretamente la nostra capacità mnemonica.

  1. Ripetere con amici

I gruppi di studio? Sono davvero utili, sempre a patto che tutti abbiano il preciso obiettivo di studiare! In realtà basta un solo compagno di studi con il quale ripetere ad alta voce e porsi reciprocamente domande di verifica per far sì che le nozioni siano maggiormente impresse, collegando le informazioni a una precisa collocazione spaziale e temporale e creando così un ricordo duraturo.

Conclusione

Lavorando con metodo e mettendo in pratica le giuste strategie, sarà possibile ampliare la propria capacità mnemonica e sfatare quel mito secondo cui una buona memoria è una caratteristica genetica. Inoltre, se cercate un buon testo per apprendere le tecniche più rapide per memorizzare i concetti in vista dei test di ammissione, occhio al volume Tecniche di Memoria e Comprensione dei testi, disponibile anche in formato ebook gratuito in tutti i kit completi per la preparazione ai test. Consulta il catalogo Editest.

Bisogna pensare alla memoria come a un muscolo che va allenato e ogni giorno eseguire gli esercizi giusti e più adatti per potenziarla!

 

Social media manager, blogger, scrittrice e creativa a tempo pieno. Appassionata lettrice, cinefila e insaziabile curiosa di ogni espressione artistica, ha fatto della comunicazione il suo lavoro e la sua vita.
Torna su

Ricevi due volte al mese i principali articoli del blog su università, ammissioni e numero chiuso.
Iscriviti alla nostra newsletter

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *