Sul portale della Federazione Nazionale degli Infermieri (Ipasvi), nella sezione “Attualità”, è possibile accedere ai risultati di un recente sondaggio che chiedeva agli utenti di rispondere al quesito: “Cosa speri di più per il futuro della professione infermieristica?” Il 35% dei 2.788 feed back hanno indicato la voce "aumenti retributivi” come principale ambizione degli infermieri per il miglioramento della propria condizione professionale; a tale auspicio fanno seguito “miglioramento dell'immagine professionale” (30,6%); “migliori condizioni di lavoro” (23%); "sviluppo di carriera” (11,4%).
Se ne deriva che più di ogni altra cosa, agli infermieri interessa che, negli anni a venire, aumentino le proprie retribuzioni giudicate, in alcuni casi, non commisurate alla complessità del ruolo svolto, alle responsabilità correlate, all’elevata professionalità delle mansioni, tutti elementi che hanno reso quello che fino a poco più di un decennio fa era un mestiere, una professione a tutti gli effetti, per l’esercizio della quale è necessario il conseguimento di un titolo accademico.
Molti infermieri o aspiranti infermieri, anche sul forum di Ammissione.it, hanno invece fatto presente che il proprio stipendio, spesso, supera di poco quello degli operatori socio-sanitari e personale di portineria. Ciò, probabilmente, è alla base dell’insoddisfazione manifestata da alcuni, giustificata, si, ma solo in parte visto che comunque, dati alla mano e crisi economica in corso, gli stipendi medi di infermieri e personale sanitario restano comunque i più elevati se considerati in rapporto alla media degli stipendi dei laureati (vedi immagine). (V.Ca.)

(XIII indagine AlmaLaurea, rilevazione 2010)
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