Test Orientamento Universitario: conoscere il proprio carattere per fare la scelta giusta

Nell’ultimo appuntamento con i test della personalità abbiamo affrontato il test Leader, seguace o giocatore di squadra, scoprendo il tipo di personalità che ci appartiene per orientarci verso una scelta consapevole quando ci troviamo di fronte a una decisione che può cambiare per sempre il nostro futuro.

Per avere un quadro più completo, dobbiamo scoprire altro su di noi: quanto tendiamo all’attività o inattività, in che modo il passato influenza le nostre scelte e tanti altri aspetti del nostro carattere che spesso non conosciamo.

Ciò che facciamo dipende da ciò che siamo. Le nostre azioni sono sempre dettate dal nostro modo di essere: un carattere timido tende all’inattività, un esuberante prende l’iniziativa, chi è coraggioso preferisce dire sempre ciò che pensa.

Scegliere un corso di laurea significa sapere cosa vogliamo fare da grandi. Ma per scegliere è importante conoscersi.

Il test orientamento universitario online sulle proprietà del carattere presenta coppie di affermazioni, l’una in contraddizione con l’altra. Scegliendo quella che sentirai più affine, otterrai il profilo più preciso della tua personalità.

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Dopo aver partecipato al test potrai approfondire gli aspetti legati alla scelta del corso di laurea adatto a te

Emotività: sentire di più, emozionarsi di più

Quante volte ti è capitato di piangere davanti a un film o emozionarti per il video di un cucciolo che sbadiglia? E magari, mentre piangi, i tuoi amici non fanno che prenderti in giro, perché non ti capiscono, non sono “emotivi” come te.

Ma cosa significa essere emotivi? Tutti sono in grado di provare emozioni: amore, tenerezza, tristezza, gioia, malinconia. Ma non tutti riescono a tenere le emozioni sotto controllo. Capita che alcuni provino la tristezza, la gioia, la malinconia troppo intensamente (ecco il perché della lacrima facile!). Emozionarsi per nulla, imbarazzarsi in situazioni pubbliche, paralizzarsi per la paura di venire criticati: queste sono le coordinate degli emotivi. Ma provare emozioni intense anche per cose che la razionalità direbbe insignificanti o distanti da noi non è un difetto, è una caratteristica con cui molti devono fare i conti ogni giorno. I “non emotivi”, invece, non conoscono la timidezza e sono abbastanza sicuri di sé. Di norma non hanno preoccupazioni particolari, non considerano più di tanto il giudizio degli altri e così non si lasciano frenare dal parlare in pubblico.

Gli emotivi possono dedicarsi a facoltà più “solitarie”, in cui lo studio e la ricerca abbiano un ruolo fondamentale, come biologia o magari lettere, mentre i non emotivi sono più portati verso facoltà che gli permetteranno di mettere in luce le loro capacità oratorie diventando, ad esempio, avvocati o diplomatici.

Attivo o non attivo: chi è concreto e chi sogna ad occhi aperti

Queste due caratteristiche sono perfettamente agli antipodi, non ci si può sbagliare: o si è attivi o si è non attivi. E questo si basa su una serie di punti fondamentali da considerare, che potremo riscontrare nelle definizioni del test:

  • il tempo passato a progettare un’azione,
  • quante volte si torna su quel progetto,
  • il tempo che passa fra il progetto e l’azione,
  • le reazioni di fronte alle difficoltà riscontrate per portare a termine quell’azione,
  • il numero delle azioni intraprese e portate a termine (e per quelle fallite, quanto è dipeso da noi).

All’interno del test siamo messi di fronte a questi nodi fondamentali. Da un lato, i non attivi tendono a sognare continuamente quello che potrebbero fare, cambiando la realtà a loro piacimento infinite volte nella propria mente. Il tempo fra il progetto e l’azione tende all’infinito e ogni minima difficoltà incontrata sul proprio cammino diventa un macigno insormontabile. Inutile dire che davvero poche sono le azioni intraprese e portate a termine, per infiniti motivazioni possibili.

Gli attivi, invece, hanno un progetto in mente e quel progetto è già pronto per trasformarsi in azione. Intraprendere atti concreti che possano trasformare in realtà i desideri è un allenamento quotidiano alla realizzazione dei sogni. Ogni grande azione viene divisa in azioni più piccole, che una volta portate a termine, conducono a un miglioramento perenne. Procrastinare non è affatto nel loro stile.

I non attivi potrebbero dirigersi verso facoltà più speculative, come la filosofia, mentre gli attivi renderanno di più scegliendo una branca dov’è necessario prendere decisioni importanti in poco tempo, ad esempio medicina oppure ingegneria.

Nell’incrocio fra emotività, attività e il loro contrario bisogna considerare un ulteriore elemento che può modificare il proprio modo di essere: la risonanza.

Risonanza: quanto il passato influenza le tue scelte?

La risonanza potrebbe essere riassunta in questo modo: quanto il passato è in grado di influenzare le tue scelte. Se azioni e situazioni lontane nel tempo continuano a influenzare scelte e comportamenti del tuo presente e del futuro, allora sei un individuo “secondario”. Se invece riesci a distaccarti dal passato, se riesci a vivere il presente facendo tesoro di quello che hai vissuto, cancellando le sensazioni negative e serbando solo la positività e i traguardi raggiunti, allora sei un individuo “primario”.

Tendenzialmente, gli individui “secondari” che subiscono la risonanza nel tempo delle loro azioni, preferiscono programmare, avere tutto sotto controllo e non amano le sorprese. La routine, la quotidianità fatta di abitudini per loro è un caldo abbraccio, una sicurezza a cui difficilmente potrebbero rinunciare.

Per gli individui “primari” tutto sembra più semplice. Le azioni compiute nel passato non sono che ricordi piacevoli o errori da cui imparare, le sorprese sono occasioni per fare qualcosa di nuovo e stimolante, che avrà effetti positivi. Anche una lite può essere un pretesto perfetto per conoscere meglio qualcuno e stringere un legame più profondo.

Conoscersi per fare la scelta giusta

Insomma, che tu sia un attivo, un emotivo o un individuo “secondario”, l’importante è che impari a conoscerti a fondo, che non abbia paura di esplorare ogni lato del tuo carattere per capire davvero chi sei e cosa vuoi dalla vita.

In questa fase può essere fondamentale per scegliere la strada adatta a te.

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Autore

Laureato in Comunicazione Pubblica e d’Impresa, giornalista pubblicista dal 2015. Amante della scrittura in tutte le sue forme, lettore appassionato nel tempo libero. In EdiSES da Marzo 2018, collaboro alla gestione del blog e dei profili social dedicati alle Ammissioni Universitarie.

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