Preimmatricolazioni prima di conoscere il risultato del test di ammissione: un dilemma di molti

In questi giorni tantissimi studenti ci scrivono per chiederci cosa succede ai loro soldi se, nell’attesa di conoscere i risultati del test, si iscrivono ad un altro corso di laurea (magari presso un altro ateneo ubicato in una regione diversa) per poi scoprire di aver passato i quiz di ammissione… la risposta sino ad oggi è stata implacabile: i soldi vanno perduti. Ma da oggi c’è apertura da parte di alcuni atenei che, in via del tutto autonoma, hanno deciso per il rimborso (parziale o totale).

Nello specifico, la Statale e la Bicocca di Milano hanno deciso per il rimborso totale, mentre l’Università di Bologna si tiene soltanto la marca da bollo e, per chi se ne va fuori dalla Regione, la tassa locale. In pratica, in caso di rinuncia e di passaggio ad altro ateneo, la prima parte della retta – circa 600-700 euro – viene rimborsata. Altri atenei stanno pensando di muoversi sulla stessa linea.

 

Perché la graduatoria nazionale – quella per i test d’ammissione di Medicina, Veterinaria, Odontoiatria e Professioni sanitarie – non è soltanto una novità per gli studenti, ma anche per le stesse istituzioni accademiche. Difatti, al momento della pubblicazione della graduatoria, lo studente può risultare «assegnato» o «prenotato». Il primo rientra nei posti disponibili relativi alla prima preferenza utile e ha quattro giorni di tempo per immatricolarsi. Lo studente «prenotato», invece, non rientra nei posti a disposizione per la prima scelta, ma può immatricolarsi in una delle sedi alternative – sempre entro quattro giorni – oppure aspettare (e sperare) di essere «ripescato» nella lista della prima scelta. Inoltre gli scorrimenti possono andare avanti anche per settimane, addirittura anche oltre l’inizio delle lezioni del primo anno!

Un dilemma, in quest’ultimo caso. Che fare? Attendere, rischiando di restare esclusi definitivamente, o iscriversi comunque in una delle opzioni di riserva – pagando la prima rata della retta – per evitare di rimanere «incastrato» dagli esiti della graduatoria? Un problema che i tre atenei del Nord cercano di risolvere.

La Statale di Milano «rimborsa integralmente la prima rata dell’iscrizione al corso a numero chiuso» agli studenti che – in attesa di sapere se hanno superato o meno i test d’ingresso alle facoltà di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria, e a quale sede universitaria saranno destinati – effettuano «per cautelarsi» l’iscrizione a un altro corso. «Basterà una semplice autocertificazione», fa sapere l’ateneo di via Festa del Perdono. Stessa decisione presa anche dall’Università Bicocca, sempre a Milano. A Bologna, invece, le aspiranti matricole coinvolte negli esiti della graduatoria nazionale possono rinunciare agli studi e farsi restituire la somma anche dopo il 30 dicembre. «La segreteria procederà d’ufficio al rimborso – comunica l’ente – decurtando l’importo del bollo (16 euro) e della tassa regionale (140 euro)» se il ragazzo si iscrive fuori Regione. Da oggi sul portale dell’Ateneo bolognese usciranno tutte le istruzioni per le domande di trasferimento.