Residenze universitarie per giovani studenti: quali sono le città più innovative?

Sono stati presentati a Milano, durante il seminario Innovative ways to live, share, study & work in Italy, i dati del Secondo Osservatorio sulle nuove forme di residenza per studenti, giovani e lavoratori.

Il principale aspetto emerso è che l’offerta residenziale (di tipo istituzionale) per gli studenti copre soltanto una quota marginale della domanda.

Vediamo alcuni dettagli dell’analisi.

L’offerta residenziale nelle città italiane

L’offerta residenziale di tipo istituzionale per universitari e giovani lavoratori è composta dalle residenze convenzionate con gli organismi del Dsu (Diritto allo studio), le residenze esistenti presso i Collegi universitari di merito (Ccum) e le residenze dell’Associazione italiana dei collegi e delle residenze universitario (Acru). Insieme coprono circa il 7,7% del fabbisogno del mercato di riferimento (in calo negli ultimi 12 mesi).

Milano ha canoni di locazione che arrivano fino a 580 euro mensili per camera, Firenze 360 euro, Roma 430 euro e Bologna 450 euro: la città emiliana è quella che ha vissuto il maggior calo dell’offerta immobiliare residenziale nell’ultimo anno.

Le città che si attestano al di sotto della media nazionale sono Bari (240 euro mensili per camera), Genova (300 euro) e Catania (210 euro).

Le città universitarie più innovative

Secondo l’Osservatorio Scenari Immobiliari-Camplus le città di Roma, Milano, Napoli e Torino si confermano l’eccellenza dal punto di vista la scolarizzazione ad alta specializzazione; tra le più innovative, invece, troviamo Firenze, Venezia e Padova.

Le città con le migliori prospettive di crescita sono le seguenti:

  1. Firenze
  2. Venezia
  3. Padova
  4. Ferrara
  5. Como
  6. Pavia
  7. Palermo
  8. Salerno
  9. Macerata

Menzione speciale per la città di Milano, individuata come la “smart city del futuro”: nel prossimo decennio sarà la metropoli europea con la maggiore capacità di attrarre capitali nel settore immobiliare.

Se vuoi saperne di più, consulta l’approfondimento del Sole24Ore.

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