Orientamento alla scelta: il corso di laurea in Giurisprudenza

Sei al quinto anno delle superiori e stai pensando a cosa fare dopo il diploma? Ti piacerebbe studiare Giurisprudenza ma vorresti saperne di più sul corso di laurea, sulle materie da studiare e sulle future opportunità professionali?

Sei nel posto giusto!

In questo articolo, infatti, parleremo del corso di laurea in Giurisprudenza cercando di illustrarti in breve le caratteristiche principali del percorso di studi e degli sbocchi occupazionali cui è possibile accedere con la laurea.

Prima di cominciare, vogliamo farti una domanda: pensi di essere portato per Giurisprudenza? Se hai ancora qualche dubbio o sei in cerca di conferme, fai il test attitudinale di area Economico-Giuridica per sapere se è davvero il percorso che fa per te:

PARTECIPA AL TEST

Ovviamente i risultati del test non rappresentano la verità assoluta, ma sono soltanto un piccolo consiglio per essere sicuri di fare la scelta giusta. Se non hai ancora le idee chiare e vuoi approfondire il discorso legato all’orientamento, scopri la Guida alla scelta del corso di laurea.

Laurea in Giurisprudenza: cosa si studia all’Università

Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza ha una durata di 5 anni e mira a formare professionisti con una preparazione giuridica di livello superiore, spendibile a livello nazionale ed internazionale.

Al termine del percorso di studi, i laureati in Giurisprudenza:

  • avranno un’approfondita cultura giuridica nazionale ed europea
  • saranno in grado di valutare gli istituti del diritto positivo
  • saranno capaci di produrre testi giuridici chiari ed efficaci
  • avranno capacità interpretative, di qualificazione giuridica, di comprensione e di valutazione di problemi interpretativi e applicativi del diritto

Suddividendo il percorso di studi tra attività formative di base e attività formative caratterizzanti, possiamo avere un’idea generale sugli ambiti disciplinari che vengono affrontati:

  • Attività formative di base: storico-giuridico, filosofico-giuridico, privatistico, costituzionalistico
  • Attività formative caratterizzanti: penalistico, commercialistico, economico e pubblicistico, comparatistico, comunitaristico, amministrativistico, internazionalistico, processualcivilistico, processualpenalistico e laburistico

A queste poi si aggiungono le altre attività (tirocini, stage, crediti a scelta).

Sbocchi lavorativi

La laurea in Giurisprudenza apre uno scenario abbastanza variegato: oltre agli sbocchi “naturali” dell’avvocatura, del notariato e della magistratura, infatti, ci sono altri ruoli che è possibile ricoprire.

Tra questi, ricordiamo:

  • l’addetto all’ufficio legale
  • il consulente del lavoro
  • il giurista d’impresa

I laureati possono essere impiegati nelle istituzioni, nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese private, nei sindacati, nei settori del diritto informatico, comparato, internazionale e comunitario.

Test di ammissione a Giurisprudenza

I corsi di laurea in Giurisprudenza non rientrano nella normativa del numero programmato nazionale. Questo significa che non c’è un test di ammissione nazionale (come Medicina, per intenderci).

Le Università possono autonomamente decidere di limitare il numero di iscrizioni attraverso lo svolgimento di un test d’ingresso. Tra queste, ricordiamo:

  • Università di Bergamo (Giurisprudenza per Allievi Guardia di Finanza)
  • Università di Catanzaro
  • Suor Orsola Benincasa di Napoli
  • Università della Calabria (Rende)
  • Università di Pisa (sede di Livorno)
  • Tor Vergata di Roma
  • Università di Trento

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