Medicina: come si accede nel resto d’Europa?

L’aveva annunciato senza mezzi termini: dall’anno prossimo aboliamo il test di accesso a Medicina e introduciamo il modello francese, con lo sbarramento alla fine del primo anno. Con la sua dichiarazione dalla bacheca di Facebook la ministra Stefania Giannini ha scatenato reazioni importanti nel mondo accademico. All’esultanza iniziale delle organizzazioni studentesche, da anni in lotta contro il numero chiuso, ha ceduto il passo una riflessione più attenta che ha bocciato irrimediabilmente l’idea del neo inquilino di viale Trastevere. Contrario il corpo docente (rettori e professori): le università italiane non sono attrezzate per accogliere oltre 60mila matricole al primo anno. Contrarie le associazioni di categoria (Ordine dei Medici): si abbasserebbe la qualità della formazione. Contrari i giovani medici: non c’è posto per tutti alle specializzazioni. Contrari gli stessi studenti: saremo in balia della discrezionalità dei docenti. Tiepido perfino il commento della Lorenzin, ministro della Salute: bisogna discuterne con serenità.

Nel frattempo, sono sempre di più gli studenti italiani che provano ad indossare il camice bianco fuori dallo Stivale, preferendo come meta i “paradisi senza barriere”, ovvero i corsi di Medicina all’estero cui si accede senza i test di ammissione. Ai vertici delle preferenze c’è l’Eldorado, l’Europa dell’Est (Romania, Bulgaria e Albania). Ma anche la gettonatissima Spagna. Sappiate comunque che se state pensando di dribblare il test ed iscrivervi in qualche ateneo straniero, il Consiglio di Stato nella sentenza dello scorso aprile non lascia scampo agli studenti furbetti: il trasferimento (dal primo anno o anche dagli anni successivi) in Italia si può fare solo se si supera la prova d’ingresso (Consiglio di Stato, 21 aprile 2014 n. 2028).

Al momento, comunque, la ministra se ne frega delle critiche e va avanti per la sua strada, ancor più concentrata considerata la batosta elettorale all’ultime elezioni europee, che l’ha portata a dimettersi da segretario del suo partito, Scelta civica. A luglio presenterà la sua riforma. Un pool di esperti sta lavorando alacremente sul progetto, coperto dal più rigoroso top secret. In ogni caso, quale che sia la modalità (ma non certamente il sistema francese) un dato è certo: il nostro test di ammissione a Medicina così com’è non va. Che fare allora? Proviamo a dare uno sguardo a come è strutturata l’ammissione al corso di laurea in Medicina nel resto d’Europa (fonte, Il Sole 24 Ore Sanità).

Regno Unito
L’accesso al corso di laurea in Medicina non è libero. Le Scuole mediche fissano annualmente i propri criteri di selezione.
Una volta diplomati, gli studenti, attraverso l’Ucas I(Universities and Colleges Admission Service), devono presentare la domanda di ammissione a quattro scuole mediche (a scelta loro). Da quel momento partono una serie di test:

  • il Clinical Aptitude Test (Ukcat), adottato come criterio selettivo da 26 Facoltà mediche il cui obiettivo è accertare il possesso delle capacità mentali, attitudinali e comportamentali dei candidati, ritenute imprescindibili per l’esercizio della professione medica;
  • il Biomedical admission test (Bmat), è un esame più selettivo espressamente richiesto per l’ammissione ai corsi di 1° ciclo presso l’Università di Cambridge, l’Imperial College di Londra, l’Università di Oxford e l’University College London Medical Schools;
  • il Graduate Medical School Admission Test (Gamsat), necessario invece per l’ammissione ai corsi di 2° ciclo presso la St. George’s University of London, l’University of Nottingham, l’University of Wales e la Keele University.

Solo chi supererà uno di questi test potrà accedere alla prova finale, la cosiddetta “interview”, condotta da un’équipe per accertare, oltre al possesso delle conoscenze teoriche (chimica, fisica, biologia), le valutazioni e le motivazioni personali che indirizzano i candidati alla professione medica.

Belgio
L’accesso avviene senza particolari restrizioni, ma la selezione è rinviata all’anno successivo e si basa solo sui risultati conseguiti nel primo anno di studi, in modo meno restrittivo che in Francia. Tale modalità ha originato negli ultimi tempi una pratica corrente per gli studenti tedeschi e francesi di raggirare l’ostacolo, chiedendo l’iscrizione in due Paesi (nel proprio di appartenenza e in Belgio).

Svizzera
Come stato federale, in Svizzera ogni cantone adotta le sue leggi in materia.
In linea di massima, il numero chiuso è facoltativo. In base al numero di iscritti all’università, vengono adottate misure di restrizione: o un test d’ammissione o un primo anno restrittivo in base al profitto dello studente. Le misure vengono adottate dalle singole Facoltà a loro discrezione.
In realtà, in Svizzera Medicina non è ambitissima. Di conseguenza, le università riescono a gestire agevolmente i pochi esuberi. Sappiate però che l’iscrizione degli stranieri è limitata. Ne hanno diritto esclusivamente i residenti in Svizzera (inclusi i genitori), chi ha passaporto svizzero, gli studenti coniugati con un cittadino svizzero.

Spagna
Per frequentare l’università (e quindi anche Medicina) bisogna conseguire il titolo base di “bachiller” e superare una prova. Le diverse università, pubbliche e private, in accordo con il Governo centrale, mettono a disposizione un certo numero di posti e la graduatoria finale tiene conto del risultato della prova stessa. Per gli studenti Ue è possibile evitare l’esame di ammissione; ma in realtà quasi tutte le Università prevedono un test di accesso, anche per la lingua.

Romania
In Romania non c’è un esame d’ammissione, basta iscriversi entro la data prestabilita e fare un corso intensivo di lingua rumena che dura un anno. Il titolo di studio viene riconosciuto a livello europeo, in quanto la Romania fa parte dell’Ue. Gli studenti affiancano agli studi teorici quelli pratici, in laboratori, ambulatori e ospedali pubblici. Il costo annuale è di circa 5mila euro.

Bulgaria
La Medical University of Sofia (Mus) ha attivato, per l’International Campus di Chiasso (in Svizzera), il primo biennio di Medicina in lingua inglese. Vi si accede superando un test molto facile, per il quale è sufficiente avere qualche nozione di biologia e chimica, più un test di inglese per verificare la conoscenza della lingua, solo nel caso in cui non abbiate un certificato che già lo attesti. Per i successivi quattro anni dovete però spostarvi nella sede principale a Sofia, poiché il percorso di studi prevede attività di laboratorio da svolgere nelle cliniche universitarie più attrezzate.

Albania
Un’altra grande opzione per gli studenti italiani riguarda l’Università Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana. L’Università è nata nel 2004 per convenzione fra tre atenei italiani, Roma Tor Vergata, l’Università di Bari e la Statale di Milano. Per accedere ai corsi di studio basta affrontare un test completamente in italiano, non selettivo, che mira solamente ad accertare che lo studente sia in grado di affrontare il percorso di studi in Medicina. I titoli rilasciati da questa università sono validi sia in Albania che in Italia. Il costo d’iscrizione è di circa 10mila euro.

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