Boom di studenti stranieri negli atenei lombardi, +42% negli ultimi 5 anni

Boom di studenti stranieri in Lombardia. Negli ultimi cinque anni le dodici università lombarde hanno registrato un incremento del 42 per cento di stranieri ai corsi, principalmente di origine spagnola, cinese e americana. Dei 17mila ragazzi internazionali, l’80 per cento proviene da fuori Europa. Cifre che però sono in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, secondo cui meno del 5 per cento delle università italiane attira studenti internazionali.

Questi dati provengono dalla ricerca condotta da Assolombarda (associazione di piccole, medie e grandi imprese della Lombardia) sul grado di apertura internazionale del polo accademico lombardo, quest’anno giunta alla sua quinta edizione. L’indagine coinvolge i dodici atenei che costituiscono storicamente il sistema universitario regionale. Di questi ben sette hanno sede a Milano (Politecnico di Milano, la Statale di Milano, la Cattolica, Milano Bicocca, Bocconi, Iulm e San Raffaele) a cui si affianca l’Università di Pavia. I restanti quattro atenei che arricchiscono il tessuto formativo lombardo si trovano a Brescia (Università di Brescia), Bergamo (Università di Bergamo), Varese-Como (Università dell’Insubria) e Castellanza (Liuc).

La ricerca sfrutta l’analisi dei principali “indicatori di internazionalità” nell’anno accademico 2012-13: studenti di nazionalità non italiana; studenti stranieri in entrata e studenti italiani in uscita nell’ambito di programmi di mobilità internazionale; corsi di studio erogati in lingua inglese; accordi internazionali stipulati.

Negli ultimi cinque anni, negli atenei lombardi è notevolmente cresciuta la mobilità internazionale grazie soprattutto al progetto Erasmus. Non a caso il numero degli studenti internazionali – prevalentemente spagnoli, cinesi e americani – è aumentato del 22 per cento, passando da circa 4.500 a circa 5.500. Altrettanto significativo è il numero di studenti italiani che si reca all’estero per arricchire il proprio percorso formativo, cresciuto in cinque anni del 49 per cento e arrivato, nell’anno accademico 2012-13, a quasi 10mila giovani.

Inoltre, nell’anno accademico 2012-13 gli atenei lombardi hanno stipulato complessivamente intorno ai 5mila accordi internazionali con università di tutto il mondo, registrando una crescita del 12 per cento rispetto al 2011 e del 78 per cento negli ultimi cinque anni. Ma il dato più significativo sta nell’aumento del 58 per cento dei corsi di studio in lingua inglese negli ultimi sei anni. I corsi in inglese, infatti, rappresentano un parametro molto indicativo del grado di internazionalizzazione dell’università, perché sono lo strumento indispensabile per agevolare l’ingresso degli studenti stranieri. Solo quest’anno ne sono stati attivati 160.

Secondo il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, Milano “è sede di 2.925 multinazionali estere che rappresentano il 30 per cento di quelle presenti nel nostro Paese, danno lavoro a 280mila persone e fatturano oltre 180 miliardi di euro”. Milano è città anche di specializzazioni, dalla scienza alla tecnologia, all’ingegneria, alle arti e alla meccanica, un connubio che significa imprenditorialità. Con i suoi 180mila studenti universitari, il capoluogo lombardo può diventare “un polo sempre più attrattivo per gli studenti di tutto il mondo”.

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