A scuola di test di ammissione – 4° lezione: come strutturare il piano di studio – parte 2

A scuola di test

In questa rubrica, attraverso alcuni articoli, si daranno una serie di indicazioni per affrontare e superare i test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso. In particolare gli articoli saranno prevalentemente incentrati sull’ammissione a Medicina e Chirurgia, data la non facilità dell’accesso.

4° lezione: Come strutturare il piano di studio parte 2

Nel precedente articolo si è discusso sulla valutazione del livello di partenza attraverso l’analisi del punteggio conseguito in una simulazione iniziale.

Il primo passo consiste nell’analizzare il livello culturale e tecnico iniziale; in seguito, durante le fasi di studio sarà necessaria l’autovalutazione sia dei livelli di apprendimento raggiunti sia delle capacità di applicare le conoscenze nozionistiche o logiche alla risoluzione dei quesiti a risposta chiusa. Infine, si deve essere consapevoli del valore finale raggiunto prima di svolgere il test d’esame.

Dopo l’oculata verifica dei prerequisiti, il secondo aspetto da analizzare è il fattore tempo. Premesso che il concorrente sia riuscito a ritagliarsi il maggior numero di ore possibili per esercitarsi, è importante considerare che si hanno a disposizione solo pochi mesi prima della prova d’esame.

Il programma del test di ammissione è relativo a migliaia di pagine di programma, anche se gli Editest specifici di teoria per superare la prova riassumono in circa 1000 pagine l’intero programma di studi. Andiamo ad analizzare come strutturare il piano di lavoro.

A prescindere da quali siano i livelli culturali iniziali in prima battuta è preferibile iniziare a studiare chimica e biologia. Se il tempo a disposizione settimanale non è molto si ritiene più opportuno iniziare a studiare o ripetere la chimica perché è una disciplina meno nozionistica e più applicativa. In altre parole il concorrente che è in grado di risolvere quesiti sulle moli o sul bilanciamento ricorderà come si svolgono questi quesiti anche quando non ripeterà per un po’ di tempo tali argomenti, mentre le nozioni teoriche, come ad esempio l’anatomia, richiedono una continua ripetizione delle informazioni e per tale motivo è preferibile, se si ha poco tempo a disposizione, posticipare lo studio di questi argomenti.

La matematica e la fisica sono discipline che presentano meno domande nella prova d’esame e per tale motivo è opportuno che lo studio sia meno approfondito. In generale i concorrenti conoscono maggiormente la matematica rispetto alla fisica e poiché il tempo a disposizione è limitato si consiglia di lavorare prima su matematica e poi su fisica. La matematica è una disciplina quasi in toto applicativa e lo studio si può intersecare con quello della biologia nei mesi primaverili. La fisica va ripetuta solo in relazione alla conoscenza pregressa della disciplina. Il candidato che conosce poco la fisica è più opportuno che ripeta solo alcuni argomenti più o meno noti apprendendo qualche nozione aggiuntiva e ovviamente svolgendo test applicativi. Il concorrente “svincolato” dalla maturità potrà dedicare più tempo a tale disciplina ma sempre dopo aver completato gli altri programmi.

La logica richiede un’analisi dettagliata e pertanto verrà analizzata in successivi articoli. In maniera semplice si può affermare che la logica va studiata per modelli e in maniera saltuaria in questi mesi, aumentano l’impegno didattico nel mese di Aprile con l’obiettivo semmai di combinare la preparazione per la Cattolica con quella della Statale. L’esercitazione intensa della logica si riprenderà in maniera continuativa in seguito verso fine giugno, semmai combinando un’ora di lavoro quotidiano con lo studio per l’esame di Maturità.

Le simulazioni d’esame devono essere svolte saltuariamente in questo periodo ed in maniera quotidiana nel mese di luglio.

Il concorrente, per prepararsi in maniera completa, necessita di uno studio sia teorico sia applicativo senza tralasciare lo studio delle tecniche risolutive dei quesiti e cercando un apprendimento per modelli.

Imparare per modelli significa comprendere ad esempio che in matematica tutti i quesiti sulle percentuali sono varianti di solo due tipologie chiave: il problema di sconto e il problema di interesse. Una volta apprese queste due tipologie di quesiti il concorrente sarà in grado di rispondere ad ogni domanda relativa alle percentuali. Imparare per modelli significa anche analizzare le domande che si sono presentate nei test degli anni precedenti e che sono quelle riportate negli Editest di esercizi. Difatti esistono EdiTEST specifici per studiare la logica, le tecniche di test, e corsi multimediali al fine di facilitare il lavoro dello studente.

Si ricordi che conoscere le materie non significa saper rispondere ai test. Nel percorso di preparazione va bilanciato lo studio teorico, che è fondamentale, da quello applicativo, ed infine da quello “simulativo”. Svolgere 80 quesiti di matematica è diverso da svolgere 80 quesiti di discipline diverse dove la mente è costretta a “saltare” tra una disciplina e l’altra.

Nei prossimi articoli analizzeremo questi ulteriori aspetti. Ora è il momento di iniziare a lavorare intensamente considerando le prossime date di “vacanza” come momenti di studio.

Prof. Marco Bonora *

 * Direttore didattico del settore formazione EdiTEST, è uno dei massimi esperti in Italia nella didattica orientata ai test. Ha insegnato in corsi universitari, partecipa a convegni, a progetti di formazione per docenti ed insegna nelle scuole le scuole le tecniche di risoluzione dei test. E’ autore di numerosi libri tra cui: Tecniche e Metodi per l’ammissione alla Facoltà di Medicina – EdiSES editore, anno 2010, ISBN 9788879596251