Non è poi così assurdo. nel tirocinio il rapporto fisioterapista/tirocinante è 1:1, ossia ogni tirocinante è seguito da un fisioterapista. Da un punto di vista organizzativo questo comporta inevitabili selezioni. A padova hanno deciso che i posti in ospedale a padova vengono riservati a secondo e terzo anno. Giocoforza i tirocinanti del primo anno finiscono negli ospedali "periferici" che danno la loro disponibilità. A chi è pendolare può andar bene, perché magari può scegliere un posto vicino a casa, a chi sta più "verso la città" tocca spostarsi... ma questo varia enormemente da università a università, io ti racconto come funziona da me.
Per quanto riguarda la fatica... tieni conto che quando si ha a che fare con anziani e/o con pazienti neurologici, o ancora amputati, si tratta spesso di dover fare movimetazioni dal letto, alla carrozzina, alla stazione eretta, nel tentativo di rieducarli dopo lunghi periodi di allettamento. poi nel cammino devi essere sempre pronto a sostenere, e non tutti sono pesi piuma. C'è anche sotto molta tecnica, ma lo sforzo c'è sempre.
poi anche se sei fortunata, e in una giornata tutti i pazienti arrivano da te con le loro forze, tra mobilizzazioni, lo stare quasi sempre in piedi, ecc... arrivi a fine giornata che sei cotto. Anche qui, molto dipende dalla tecnica e dall'abitudine, ma un minimo di "base" di vuole.
Parlando poi di fatica emotiva... se non instauri la giusta relazione con la persona che hai di fronte, il 40% dell'efficacia del percorso riabilitativo va a farsi benedire... ti basta trovare una sola persona per giornata che non ti va giù è ti ritrovi a fare una fatica boia... ma questo è risvolto comune a quasi tutte le professioni sanitarie.