Architettura: non solo creatività

 

Ti stai già preparando alla scelta del corso di laurea, vero? Ci rifletti, ne parli con gli amici, ti confronti con le loro preferenze e magari da qualcuno di loro ti fai anche condizionare, se non hai ancora le idee chiare. O una passione che vuoi diventi il lavoro della tua vita.

Eppure la decisione su quale percorso universitario intraprendere non va affrontata a cuor leggero e non deve nemmeno essere un ripiego. Peggio ancora non dovrebbe sorgere d’impulso, tanto per seguire un’inclinazione passeggera.

Potresti pentirtene già dopo i primi mesi o scoprire al primo esame insuperabile che quella scelta non è la facoltà che fa per te. Meglio dunque rifletterci attentamente, prendendo tutte le informazioni necessarie per avere un’idea della durata degli studi, del numero e degli argomenti degli esami, delle difficoltà o della facilità nel superarli.

Se anche tu fai parte della folta schiera di quelli che “Quasi quasi mi iscrivo alla facoltà di Architettura” forse ti sfugge il dettaglio che per affrontarne i corsi e per superarne con successo gli esami non basta solo la creatività. Perché non è sufficiente amare matite, fogli da disegno e righelli o seguire con curiosità le ultime tendenze dell’arredamento d’interni. C’è bisogno di altro, di molto altro se vuoi ottenere un giorno il tanto desiderato titolo di Architetto.

Capisco anche il tuo senso di meraviglia a bocca aperta dinanzi allo Shard London Bridge di Renzo Piano o al Guggenheim Museum di Frank Lloyd Wright, ma dietro il genio c’è un durissimo lavoro fatto di complicati studi scientifici e di intere nottate di estenuante progettazione.

Quindi, se sei all’ultimo anno di superiori e stai accarezzando l’idea che un corso di laurea in Architettura è quello che ti aspetta nel prossimo futuro, comincia fin da ora a fare una stima di ciò a cui andrai incontro.

Da questo momento in poi troverai un po’ di consigli e le istruzioni d’uso per non perdere la bussola. E per non doverti trovare, tempo pochi mesi dall’inizio dei corsi, a voler cambiare facoltà.

Sappi subito che c’è un test di ingresso da superare per l’ammissione al corso di laurea, ma te ne parlerò più approfonditamente alla fine di questo articolo.

Architetto o ingegnere? Gli esami scientifici da superare

Di solito chi opta per la facoltà di Architettura crede che sia più artistica della temuta facoltà di Ingegneria e in parte è anche vero. Ciò non toglie che richieda una preparazione tecnico-scientifica molto simile a quella pretesa da un ingegnere. Il motivo è ovvio: entrambi progettano e realizzano delle costruzioni. Entrambi, dunque, devono possedere le abilità per poterlo fare.

Una cosa è certa: iscrivendoti alla facoltà di Architettura dovrai vedertela con una serie di esami tosti, che però sono superabili con impegno e uno studio regolare. Se poi sei davvero appassionato, ogni sacrificio fatto diventerà un piacere e i 5 anni necessari al conseguimento della laurea scorreranno via lisci. Gli esami scientifici da tenere bene a mente sono:

  • Matematica applicata
  • Fisica tecnica
  • Statica
  • Meccanica
  • Scienze delle costruzioni
  • Tecnica delle costruzioni.

Ma non dimenticare anche Estimo e Diritto amministrativo, prima di considerare solo quelli di Disegno e di Restauro.

C’è poi l’inglese, non solo come prova d’esame, ma anche come conoscenza richiesta per poter usare i programmi per il disegno tecnico in 2D e in 3D, alcuni dei quali utilizzano la lingua della regina Elisabetta. Se non sei molto ferrato, quindi, ti conviene fare un corso prima ancora di iscriverti ad Architettura.

Altro dettaglio importante è la propedeuticità di alcuni esami. Cosa vuol dire? Che non puoi sostenerne alcuni se non ne hai già superati altri. Per esempio, non potrai sostenere l’esame di Statica delle Strutture se nel tuo bel libretto non compare ancora quello di Matematica.

In molte altre facoltà non c’è questo tipo di sbarramento, tant’è che molti studenti rimandano alla fine del percorso di studi le materie più difficili. Ad Architettura tu non potrai farlo e questo potrebbe bloccarti, costringendoti a perdere molto tempo su un esame. Sappilo da ora.

Laboratori, tavole, plastici e consegne

Eccoci alla parte pratica. Dovrai frequentare dei laboratori e accedere poi all’esame finale. Uno di questi è Laboratorio di costruzione dell’architettura, dove ti chiederanno di realizzare dei progetti da consegnare e discutere in sede d’esame.

Saranno delle vere e proprie esercitazioni di progettazione distinte in varie fasi: a ogni fase ti toccherà consegnare le tavole del progetto al professore, che ti darà l’ok per andare avanti e completarlo. All’esame dovrai presentare un album con gli appunti e le note presi durante le lezioni e i laboratori, insieme al progetto che discuterai con il docente.

Durante il laboratorio di Restauro architettonico, invece, ti insegnano a progettare un intervento di recupero di un’architettura già esistente. Questo significa che dovrai affrontare una fase di preparazione per conoscere bene i materiali usati all’epoca della costruzione dell’edificio da restaurare e per individuare quelli esistenti oggi perché ne siano compatibili. Dunque, teoria e pratica insieme.

Ti piace costruire modellini? Bene, perché avrai un bel da fare con i plastici per rappresentare all’esame la progettazione di edifici o di aree urbanistiche. In questo caso, però, molti studenti si affidano a laboratori esterni che glieli realizzano in un tempo stabilito e con materiali di diverso tipo. Solo che in questo caso dovrai sostenere dei costi abbastanza alti.

Altro dettaglio da tenere presente: farai la lotta contro il tempo per le consegne delle tavole e dei plastici da far correggere ai tuoi professori in vista dell’esame. Questo significa che avrai delle scadenze precise e che ti toccherà fare anche le nottate per rispettarle, se è il caso.

Il computer, la tua ombra

È abbastanza ridicolo credere che oggi ci sia qualcuno totalmente incapace a usare un computer. Ma per la facoltà di Architettura è uno degli strumenti fondamentali da cui difficilmente potrai separarti, perché è sul pc che dovrai disegnare.

Scegline uno portatile con ottime prestazioni. Infatti, dovrai installarci software pesanti, che hanno bisogno di velocità per non impallarti tutto il sistema già all’avvio di un Autocad. E visto che dovrai lavorare anche con programmi per disegno 3D, almeno 8GB di Ram sono necessari.

Per approfondire: il test di ammissione ad Architettura in 10 punti.

È una facoltà cara?

Rispetto ad altre facoltà Architettura è molto più cara. Lasciando perdere i costi base per un alloggio – se sei fuori sede –, i trasporti, i libri e le tasse universitarie, andranno affrontate tutte le altre spese necessarie per le stampe in tipografia, quelle per i plastici e anche quelle di viaggio per raggiungere i posti scelti dai tuoi professori per i progetti di restauro.

Però, se ti diplomi con un ottimo voto puoi sempre fare domanda all’Università per l’assegnazione di una borsa di studio, che ti aiuterà ad ammortizzare almeno una parte delle uscite. Se inoltre sei fuorisede e i tuoi genitori dichiarano un reddito basso, puoi anche fare domanda per un alloggio gratis agli enti regionali per il diritto allo studio.

Insomma, se l’architettura è la tua ragione di vita, un modo per non rinunciarci lo trovi.

Il test di ingresso alla facoltà di Architettura

E ora occupiamoci del momento clou, quello senza il quale puoi dire addio alla tua sfrenata voglia di diventare architetto: il test d’ingresso. Perché Architettura è una delle facoltà a numero chiuso presenti in Italia e iscriversi ai suoi corsi ti richiede il superamento di una prova selettiva.

È certamente una prova da superare e spaventa molti studenti, sia quelli che la tentano in maniera avventata, sia quelli più preparati. Qualche difficoltà reale, poi, è più plausibile per chi proviene dal liceo classico o da quegli istituti i cui piani di studi si concentrano soprattutto sulle materie umanistiche. Di fatto, bisogna avere una buona preparazione scientifica per affrontare gli argomenti richiesti dal test, ma con un discreto esercizio quotidiano la costanza viene premiata.

Il consiglio è quello di usare testi pubblicati appositamente per prepararsi a questo genere di ammissione, che includono esercizi e simulazioni adatti a prendere confidenza con le domande che usciranno durante l’esame. In aggiunta, puoi studiare anche sui manuali che hai usato alle superiori per un ripasso veloce delle tematiche su cui verterà il test, insieme agli appunti presi durante le lezioni a scuola.

Se ti stai chiedendo in cosa consiste il test, sappi che si tratta di 60 domande a risposta multipla, di cui solo una esatta. Il tempo per concludere la prova è di 1 ora e 40 minuti e quelli che seguono sono gli argomenti.

Cultura generale e ragionamento logico

In questo caso ti viene chiesto di completare un ragionamento a partire da alcune premesse contenute nelle domande. Le domande riguardano saggi scientifici, narrativa di autori classici o contemporanei, testi presi da quotidiani e problemi di natura astratta. A tutto questo si aggiungono anche i quesiti su argomenti di cultura generale.

Storia

Le domande vertono su argomenti di storia antica, medioevale, moderna e contemporanea, ma anche su vicende legate a correnti artistiche o a opere architettoniche.

Disegno e rappresentazione

Qui ti chiedono di analizzare grafici, disegni, piante e prospetti.

Matematica e fisica

I quesiti di Matematica, invece, vertono su conoscenze di Aritmetica, Algebra, Geometria euclidea e Geometria analitica, Probabilità, Statistica e Trigonometria. Quelli di Fisica si dividono tra domande di Meccanica, Termodinamica, Elettrostatica ed Elettrodinamica.

Per superare il test di ingresso il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha stabilito che dovrai raggiungere un punteggio uguale o superiore a 20, al di sotto del quale verrai purtroppo respinto. E per calcolare il punteggio? Semplice:

  • 1,5 punti per ogni risposta esatta
  • 0 punti per ogni risposta che non dai
  • 0,4 punti per ogni risposta che sbagli.

Ma non è finita qui, perché se tu e un tuo collega arrivate allo stesso punteggio supererà il test il candidato più giovane di età.

Architettura: non solo creatività?

Ebbene, come hai notato da quanto detto fin qui, la sola creatività non basta per diventare architetto. Se quindi sei portato per il disegno ma ti aspetti di diventare un artista, forse la scelta migliore per te è l’Accademia di Belle Arti.

Se invece vuoi progettare edifici, case, interi quartieri di una città o fare l’arredatore di interni, Architettura è la scelta giusta. Ricorda solo che dopo la laurea avrai anche l’esame per l’abilitazione professionale e l’iscrizione all’Ordine degli Architetti, dopodiché sei pronto per fare pratica in uno studio e cominciare a scalare i gradini della tua carriera lavorativa.

Quasi quasi mi iscrivo ad Architettura

Cosa ne pensi ora di chi dice “Quasi quasi mi iscrivo ad Architettura”? Anche tu sei convinto che per diventare come Gae Aulenti basti essere dei semplici creativi? Dimmi la tua nei commenti. E se sei ormai certo della tua scelta, raccontami cosa ti emoziona di questa professione così entusiasmante e piena di fascino.

 

 

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