Specializzazioni, un gap formativo che parte da lontano

In base ai dati degli ultimi 12 anni, che corrispondono agli ultimi due cicli formativi per conseguire la laurea a ciclo unico in Medicina e chirurgia, sarebbe del -12% la differenza fra le borse assegnate dallo Stato per le specializzazioni mediche e il numero dei laureati.
Queste si dividono fra universitarie (4.967) e regionali di Medicina generale (969), con una media annuale di 5.936 posti, rispetto ai 6.755 Laureati in Medicina e Chirurgia, quindi 819 in meno.

I 6.755 laureati derivano dai circa 7.500 posti assegnati in media ogni anno dal ministero dell’Università fino all’ AA 2006-07, mentre negli anni successivi sono aumentati progressivamente fino ai 10.883 del 2013-14.
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La differenza del -12% di posti a bando rispetto ai laureati non aveva creato problemi particolari. Invece lo scorso AA 2013-14 sono improvvisamente emerse problematiche a causa del raddoppio delle domande presentate, pari a 12.168, con l’esame sostenuto a fine luglio 2014 e inizio della didattica a dicembre 2014. Questo improvviso aumento di concorrenti deriverebbe quindi dalla ritardata uscita del bando di ammissione, ad agosto invece che a marzo-aprile come negli anni precedenti. Di conseguenza il ritardo ha permesso di aggiungere anche i laureati della successiva sessione di esame. Il ritardo ha influito anche sull’inizio delle attività didattiche, a dicembre invece che a luglio come negli AA precedenti al 2013-14.

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Per il prossimo AA 2014-15 il Miur ha annunciato il ripristino delle vecchie scadenze: fine aprile per la determinazione di posti e fine luglio come data dell’esame di ammissione.
In realtà e paradossalmente, la verità è che il vero ritardo non è quello dello scorso AA 2013-14, ma invece quello di tutti gli anni precedenti; ad esempio a partire dell’ AA 2001-02, quando la procedura andava fatta entro l’anno solare 2001 e non entro il 2002 e così per gli anni a seguire.
In questo schema puoi consultare la tabella del turnover

Ora, però, piuttosto che “criticare” il salto di un anno in origine, sarebbe forse meglio rendere il quadro più chiaro resettando il pregresso, assegnando quindi il prossimo imminente concorso all’ AA 2015-16.
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La proposta delle Regioni

Il numero di posti proposti dalle Regioni e dal ministero della Salute alla Conferenza Stato-Regioni è quasi invariato, con un differenza di 106 (-1,3%) fra gli 8.083 dell’AA 2014-15 rispetto agli 8.189 del 2013-14 e analoga minima differenza sui 7.920 per l’AA 2015-16 e sui 7.978 per l’ AA 2016-17.
Nello stesso documento il ministero della Salute evidenzia come rispetto allo scorso anno alcune Regioni hanno apportato sostanziali modifiche. Ad esempio il Lazio passa da 940 del 2013-14 a 315 del 2014-15, con -66,%, al contrario la Sardegna aumenta da 260 a 481, pari al +85%. Aumento che seppure in proporzioni minori riguarda anche la Lombardia da 1.277 a 1.584. Sono indicazioni utili che tuttavia e non sempre influiscono sulla ripartizione dei circa 5.000 posti assegnati poi dallo Stato con Decreto Miur. Peraltro, il ministero della Salute nell’evidenziare che queste differenze si compensano sul dato finale, da qualche anno sta cercando di sensibilizzare le Regioni verso una più coerente e condivisa applicazione di criteri omogenei nella definizione dei rispettivi fabbisogni formativi.

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fonte: ilsole24ore sanità. A cura di Angelo Mastrillo

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