Test Medicina 2019: quale sarà il punteggio minimo?

Ieri, dopo aver raccolto le impressioni a caldo di molti partecipanti, abbiamo avuto modo di visionare il test.

Per rispondere alle vostre domande, come negli anni precedenti, abbiamo riunito i nostri esperti per studiare nel dettaglio la prova.

Abbiamo provato ad individuare quali erano gli elementi che potevano essere “vantaggiosi” per un concorrente ben preparato, analizzando criticità e innovazioni dei quesiti.

Con la serietà che ci contraddistingue, anche quest’anno abbiamo deciso di ipotizzare il punteggio minimo di accesso.

Andiamo per gradi, analizzando prima la struttura generale delle domande.

Analisi del Test Medicina 2019

È evidente che si tratta di una prova più impegnativa di quella proposta nel 2017 e nel 2016; ci sembra, invece, che si mantenga un certa linearità rispetto al 2018.

In sintesi:

  • Logica: ritroviamo la tavola di verità, in una variante un po’ più complessa rispetto all’anno scorso, un brano con due domande, non immediate, ma fattibili; tra le domande di logica matematica, alcune di medio livello, altre semplici, quindi sostanzialmente il livello di complessità è leggermente maggiore rispetto a quello dell’anno scorso;
  • Cultura generale: davvero poche le domande a cui il concorrente poteva rispondere sulla base delle conoscenze scolastiche; alcuni quesiti davvero impegnativi;
  • Biologia:  come al solito, domande attinenti a tutto il programma, con particolare attenzione alla genetica e all’anatomia; alcune domande molto facili, altre di livello medio-difficile; complessivamente rispecchia il livello di difficoltà dell’anno scorso;
  • Chimica: alcuni quesiti richiedevano calcoli complessi e ragionamenti non immediati; una netta predominanza della chimica inorganica sulla la chimica organica; davvero poche le domande semplici e nozionistiche; un livello di complessità maggiore rispetto all’anno scorso;
  • Matematica e Fisica: di livello medio per chi ha una discreta padronanza delle materie. Nel dettaglio si hanno un paio di domande facili, alcune medie e due o tre difficili.

Più facile o più difficile del 2018?

Non è facile ipotizzare il punteggio minimo di accesso, perchè il test è stato per alcuni aspetti più facile, mentre per altri più difficile rispetto al 2018.

Più difficile perché:

  • Le 12 domande di cultura generale attengono a programmi molto più ampi, quindi le conoscenze personali, più che la preparazione scolastica hanno reso possibile rispondere bene a queste domande; è un test che sicuramente, in questa materia, ha premiato il concorrente curioso ed informato, che non si accontenta solo dello studio dai libri di scuola;
  • Le domande innovative e i calcoli hanno richiesto sicuramente un maggior tempo di lavoro ed una maggiore accuratezza nello svolgimento;
  • Le alternative di risposta sono spesso molto simili tra loro: con un ragionamento non perfettamente corretto, se non si applicano le opportune tecniche, si rischia di cadere nei tranelli.

Più facile perché:

  • Le domande di cultura generale hanno richiesto meno tempo per rispondere rispetto ai quesiti di logica, di conseguenza è stato più semplice gestire i tempi;
  • L’aumento dei posti abbassa la soglia di circa 1,5 punti rispetto al 2018.

Quale sarà il fattore decisivo in graduatoria?

Il test ha premiato lo studente che si è preparato non tanto svolgendo solo decine di simulazioni, ma che ha imparato a ragionare in maniera critica sulle domande e ad applicare le tecniche risolutive dei quesiti.

A tale argomento abbiamo dedicato tre articoli nella nostra rubrica A scuola di test.

In altre parole per risolvere i quesiti innovativi e per scartare le alternative simili tra loro è stato indispensabile un giusto approccio tecnico e critico sui quesiti, come suggeriamo anche nel libro Superare la prova a test.

Ci sono poi altri fattori che concorrono in maniera sostanziale ad indirizzare, in positivo o in negativo, l’esito della performance di ogni concorrente.

Fino allo scorso anno, le domande di logica erano presentate in una sezione diversa rispetto alle domande di cultura generale. Quest’anno, oltre al preannunciato incremento delle domande di cultura (per molti, già un “fattore limitante”), compariva un’unica sezione “Test di ragionamento logico e cultura generale”.

Quanto ciò ha destabilizzato i concorrenti? Quanta influenza hanno avuto le domande “difficili” di cultura generale sulle domande di logica e sul test in generale? Quanto penalizza la riduzione dei quesiti di logica a vantaggio di quelli di cultura generale?

È vero: alcune domande erano davvero difficili, ma quanto ciò ha impaurito il concorrente, al punto da destabilizzarlo e indurlo a sbagliare o a rispondere a poche domande?

Punteggio minimo Medicina 2019

Alla luce di tutte queste considerazioni e delle analisi di ciò che è accaduto negli anni scorsi, riteniamo difficile che il punteggio di accesso scenda sotto i 38 punti (ricordiamo che dal 2013 al 2015, anni in cui il test era marcatamente più complesso, i punteggi sono stati inferiori a 38 punti), così come è improbabile che sia maggiore di 46 (il livello di complessità ci sembra almeno paragonabile al 2018).

Non è possibile prevedere tutti i fattori che determinano la soglia di accesso: il punteggio potrebbe oscillare intorno al valore medio (42 punti), o potrebbe discostarsene di qualche punto.

Quindi, riassumendo il punteggio minimo potrebbe essere intorno ai 42 punti con una “forchetta” tra 38 e 46 punti.

Per Odontoiatria in genere il punteggio di accesso è storicamente circa un punto in meno.

Il 17 settembre avremo le prime informazioni ufficiali in merito e pubblicheremo un ulteriore articolo sulle previsioni degli scorrimenti di graduatoria e sui relativi punteggi.

Una precisazione: il punteggio reale di ammissione sarà noto solo alla pubblicazione dei dati ufficiali.

Le nostre considerazioni sono solo una stima, pertanto vi invitiamo a fare ulteriori analisi e ad approfondire (se ne avete bisogno) le nostre previsioni.

Test Medicina risolto e commentato

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Test Medicina 2019

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Autore

Direttore didattico del settore formazione di EdiSES, è uno dei massimi esperti nella didattica orientata ai test. Ha insegnato in corsi universitari, partecipa a convegni, a progetti di formazione per docenti ed insegna nelle scuole le tecniche di risoluzione dei test. E’ autore di numerosi libri tra cui: "Superare la prova a test" – EdiSES, 2019.

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