Medicina in Francia: ecco come funziona il corso di laurea

La ministra Stefania Giannini boccia il test di ammissione a Medicina e propone di trasferire in Italia il “modello francese”: accesso libero al corso ed esame di sbarramento alla fine del primo anno. Vediamo come funziona, di fatto, Medicina negli atenei d’Oltralpe.

In Francia, per diventare medico ci vogliono complessivamente dai 9 (medicina generale) agli 11 anni (specializzazione), con due importanti esami: il test alla fine del primo anno e le prove di classificazione nazionale alla conclusione del sesto anno. Gli studenti cominciano col corso di formazione generale, che dura 3 anni e da’ diritto al Diploma di formazione generale in Scienze mediche. Proseguono poi con un altro triennio di formazione approfondita, al termine del quale ottengono il Diploma statale di dottore in Medicina. Infine, servono altri 3 anni se si vuole diventare medico generico oppure 5 anni se, invece, ci si vuole specializzare.

In Francia, dunque, tutti possono iscriversi a Medicina, senza sostenere alcuna prova d’ingresso. Il primo anno di corso è suddiviso in due semestri, con il primo in comune con tutti gli indirizzi (Medicina, Odontoiatria, Farmacia e Ostetricia). Al termine dei 6 mesi iniziali gli studenti devono sostenere degli esami per verificare le competenze acquisite, ma se i voti sono estremamente bassi, gli atenei possono orientare gli studenti (massimo il 15%) verso altri corsi di laurea. Se sono matricole, possono decidere di restare dove sono, sperando di passare lo sbarramento alla fine del secondo semestre. Se però sono ripetenti, devono accettare il reindirizzamento e spostarsi di corso. Una volta effettuato il passaggio, in entrambi i casi non si potrà riprovare a iscriversi ai corsi di area sanitaria e medica.

Una volta completato il secondo semestre gli studenti devono sostenere l’esame di sbarramento vero e proprio, che consiste (come nel caso degli esami del primo semestre) in test a risposta multipla, corretti con sistemi informatici per evitare favoritismi e irregolarità. La differenza con i quiz di ingresso italiani è che quelli francesi si basano sulle materie studiate durante l’anno. La prova – tendenzialmente molto dura – si può tentare solo due volte. In caso di fallimento, non resta che cambiare corso, a meno di ottenere una deroga eccezionale. Oltrepassato lo sbarramento, gli studenti possono iscriversi al secondo anno e proseguire lungo la strada che, come dicevamo, dopo 9 o 11 anni li porterà finalmente a indossare il camice bianco.

Inutile dire che non è tutto oro quello che luccica. Come in Italia, anche in Francia gli studenti sono alle prese con una serie di disagi. Malgrado le istituzioni d’Oltralpe abbiano a disposizione un numero maggiore di posti rispetto alle richieste (quasi 13mila posti per Medicina per poco più di 54mila studenti), il sovraffollamento dei corsi del primo anno fa sentire i suoi effetti sulla didattica. Il risultato è il basso rendimento dei ragazzi, tant’è che circa il 40% degli studenti del primo anno, in Francia, sono ripetenti. Senza contare coloro che rinunciano o che cambiano corso di laurea.

Lascia un commento