10 maggio 2017

A Scuola di test: Come studiare chimica – parte 2



chimica-organica

Nel precedente articolo abbiamo analizzato come studiare la chimica inorganica nel percorso di preparazione al test di ammissione a Medicina. In realtà la variazione della tipologia del test dal tipo Cambridge, proposto nel 2013, 2014 e 2015 a quello “italiano” del 2016 ha notevolmente semplificato lo studio della disciplina. Nel modello Cambridge l’aspetto applicativo era predominante, mentre in un test più facile l’aspetto fenomenologico e nozionistico hanno uguale importanza. La chimica organica è presente nei test con poche domande. Attraverso un’analisi storica che va dal 1997 ad oggi possiamo affermare che la tendenza è stata spesso di proporre circa il 20% di quesiti di chimica organica e l’80% di chimica inorganica. Ovviamente ci sono state eccezioni a questa “regola” con anni in cui è stato somministrato un solo quesito di chimica organica o anni in cui un terzo delle domande sono state di organica.

L’approccio allo studio tra la chimica inorganica e organica è simile ma con alcune differenze.

La diversità consiste dall’analisi delle richieste delle consegne. In altre parole se effettuiamo un parallelo con gli esami universitari del primo anno, ad esempio del corso di laurea in biotecnologie per la salute, possiamo affermare che aver svolto l’esame di chimica inorganica è molto utile per prepararsi al test mentre aver effettuato l’esame di chimica organica ha dato pochi vantaggi. Perchè la chimica organica richiesta al test di medicina è molto semplice e non comprende esercizi applicativi.

Quindi quanto è utile studiare da un testo universitario di chimica organica per preparasi al test di ammissione? Molto poco, quasi nulla, anzi risulta controproduttivo, perchè si apprendono tante nozioni avanzate inutili e si perde il nucleo della disciplina.

L’aspetto meno positivo dello studio della parte di organica è che risulta molto nozionistica, un po’ come la biologia, quindi è opportuno che la preparazione sia accurata e cavillosa da un punto di vista teorico. Per capire il livello di complessità medio nel test di ammissione si vedano a titolo esemplificativo alcune domande proposte in questi anni:

Qual è il nome sistematico IUPAC del composto organico con formula CH3CBr2CH(OH)(CH2)4CH3?        

(Test medicina 2015)

  1. 2,2-dibromo-ottan-3-olo
  2. 2,2-dibromo-eptan-3-olo
  3. 7,7-dibromo-eptan-6-olo
  4. 7,7-dibromo-ottan-1-olo
  5. 2,2-dibromo-ottan-2-olo

Risposta

Seguendo le regole della nomenclatura IUPAC, si identificata la catena di atomi di carbonio più lunga che contiene un gruppo funzionale: in questo caso, 8 atomi di carbonio che legano un gruppo ossidrile. Quindi la scelta si riduce alle tre alternative corrispondenti a ottan-olo. Poichè gli atomi di carbonio che legano i sostituenti devono avere la numerazione più bassa possibile, si assegnano le posizioni partendo dall’estremità sinistra: in tal modo il bromo è in posizione 2, e si indica 2,2-dibromo, mentre l’ OH risulta legato al carbonio in posizione 3. La risposta corretta è la prima.

 

Condizione sufficiente affinché una molecola organica possieda isomeria ottica è:

(Test medicina 2016)

  1. la presenza di un doppio legame tra due atomi di carbonio
  2. la presenza di almeno un atomo di carbonio chirale
  3. la diversa posizione di un sostituente lungo la catena di atomi di carbonio
  4. la presenza di almeno tre atomi di carbonio asimmetrici
  5. la presenza di un triplo legame tra due atomi di carbonio

Risposta

È sufficiente la presenza di almeno un atomo di carbonio chirale perché una molecola organica possieda isomeria ottica: questo infatti implica che l’immagine speculare della molecola non sia sovrapponibile con la molecola stessa e ciò si traduce nella presenza di isomeria ottica. La risposta corretta è la seconda.

 

Individuare l’affermazione FALSA riguardo al doppio legame tra atomi di carbonio.

(Test medicina 2016)

  1. È più debole del legame triplo tra atomi di carbonio
  2. È più forte del legame semplice tra atomi di carbonio
  3. Gli atomi di carbonio che lo formano sono generalmente ibridati sp2
  4. Non è mai presente nei chetoni
  5. È presente negli alcheni

Risposta

I doppi legami tra atomi di carbonio sono legami più forti dei legami singoli ma più deboli dei legami tripli. Gli alcheni hanno come gruppo funzionale proprio il doppio legame carbonio-carbonio. La quarta risposta è quella corretta, anche perché esistono numerosi chetoni che presentano doppi legami tra atomi di carbonio (ad esempio i composti α-β-insaturi).

Si noterà che tali argomenti sono oggetto di studio nei libri scolastici e in quelli per la preparazione ai test di ammissione. Quindi dedichiamo il giusto spazio e tempo alla chimica organica ma non esageriamo ad approfondire con testi universitari.

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Buono studio!

Direttore didattico del settore formazione di EdiSES, è uno dei massimi esperti nella didattica orientata ai test. Ha insegnato in corsi universitari, partecipa a convegni, a progetti di formazione per docenti ed insegna nelle scuole le tecniche di risoluzione dei test. E’ autore di numerosi libri tra cui: “Superare la prova a test” – EdiSES, 2015, 18 euro
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